[56]. Ivi, cap. XXIX, pag. 120-121: Della temperanza appropriata al cammello.

[57]. Ivi, cap. XXX, pag. 125: Della intemperanza appropriata al liocorno.

[58]. Ivi, cap. XXXI, pag. 128: Della umiltà appropriata allo agnello.

[59]. Ivi, cap. XXXII, pag. 133: Della superbia appropriata al falcone.

[60]. Ivi, cap. XXXIII, pag. 137: Dell’astinenza appropriata all’asino salvatico.

[61]. Ivi, cap. XXXIV, pag. 139: Della gola appropriata all’avvoltoio.

[62]. Ivi, cap. XXXV, pag. 141: Della castità appropriata alla tortora.

[63]. Ivi, cap. XXXVI, pag. 146: Della lussuria appropriata al pipistrello.

[64]. Ivi, cap. XXXVII, pag. 152-153: Della moderanza appropriata all’ermellino.

[65]. Si veda: Cecco Asculano, Lacerba. Venezia, 1492. Lib. III, cap. III, folio 32 rº e vº: Aquila.