XXX. — PRECETTO.

Sommo difetto è ne’ maestri, li quali usano replicare li medesimi moti nelle medesime storie [nel medesimo insieme di figure, episodio], vicini l’uno all’altro, e similmente le bellezze de’ visi essere sempre una medesima; le quali in natura mai si trova essere replicate, in modo che, se tutte le bellezze d’eguale eccellenza ritornassin vive, esse sarebbon maggior numero di popolo, che quello, ch’al nostro secolo si trova; e, siccome in esso secolo nessuno precisamente si somiglia, il medesimo interverrebbe nelle dette bellezze.

XXXI. — VI È UNA OMOGENEITÀ DI STRUTTURA NEGLI ESSERI ANIMATI.

Facile cosa è, a chi sa l’omo, farsi poi universale; imperocchè tutti li animali terrestri han similitudine di membra, cioè muscoli e ossa, e nulla si variano, se non in lunghezza o in grossezza, come sarà dimostro nella Notomia; ecci poi li animali d’acqua, che son di molte varietà, de li quali non persuaderò il pictore che vi faccia regola, perchè son quasi d’infinite varietà, e così li animali insetti.

XXXII. — CONCETTO DELL’ENERGIA.

Impeto è impressione di moto trasmutato dal motore nel mobile.

Ogni impressione attende alla permanenza over desidera permanenza.

Che ogni impressione desidera permanenza provasi nella impressione fatta dal sole nell’occhio d’esso risguardatore, e nella impression del sôno, fatto dal martello di tal campana percussore.

Ogni impressione desidera permanenza, come ci mostra il simulacro del moto [l’impeto] impresso nel mobile.

XXXIII. — LEGGE UNIVERSALE.