Da la sua sponda, ove confina il vano,
al piè de l’alta ripa che pur sale,
misurrebbe in tre volte un corpo umano;

e quanto l’occhio mio potea trar d’ale,
or dal sinistro e or dal destro fianco,
questa cornice mi parea cotale.

Là sù non eran mossi i piè nostri anco,
quand’ io conobbi quella ripa intorno
che dritto di salita aveva manco,

esser di marmo candido e addorno
d’intagli sì, che non pur Policleto,
ma la natura lì avrebbe scorno.

L’angel che venne in terra col decreto
de la molt’ anni lagrimata pace,
ch’aperse il ciel del suo lungo divieto,

dinanzi a noi pareva sì verace
quivi intagliato in un atto soave,
che non sembiava imagine che tace.

Giurato si saria ch’el dicesse ‘Ave!’;
perché iv’ era imaginata quella
ch’ad aprir l’alto amor volse la chiave;

e avea in atto impressa esta favella
‘Ecce ancilla Deï’, propriamente
come figura in cera si suggella.

«Non tener pur ad un loco la mente»,
disse ’l dolce maestro, che m’avea
da quella parte onde ’l cuore ha la gente.

Per ch’i’ mi mossi col viso, e vedea
di retro da Maria, da quella costa
onde m’era colui che mi movea,