LA DIVINA COMMEDIA
di Dante Alighieri
PARADISO
Paradiso Canto I
La gloria di colui che tutto move
per luniverso penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là sù discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.
Veramente quant io del regno santo
ne la mia mente potei far tesoro,
sarà ora materia del mio canto.
O buono Appollo, a lultimo lavoro
fammi del tuo valor sì fatto vaso,
come dimandi a dar lamato alloro.
Infino a qui lun giogo di Parnaso
assai mi fu; ma or con amendue
mè uopo intrar ne laringo rimaso.