Vidi la figlia di Latona incensa
sanza quell ombra che mi fu cagione
per che già la credetti rara e densa.
Laspetto del tuo nato, Iperïone,
quivi sostenni, e vidi com si move
circa e vicino a lui Maia e Dïone.
Quindi mapparve il temperar di Giove
tra l padre e l figlio; e quindi mi fu chiaro
il varïar che fanno di lor dove;
e tutti e sette mi si dimostraro
quanto son grandi e quanto son veloci
e come sono in distante riparo.
Laiuola che ci fa tanto feroci,
volgendom io con li etterni Gemelli,
tutta mapparve da colli a le foci;
poscia rivolsi li occhi a li occhi belli.
Paradiso Canto XXIII
Come laugello, intra lamate fronde,
posato al nido de suoi dolci nati
la notte che le cose ci nasconde,
che, per veder li aspetti disïati
e per trovar lo cibo onde li pasca,
in che gravi labor li sono aggrati,