onde l’umana specie inferma giacque
giù per secoli molti in grande errore,
fin ch’al Verbo di Dio discender piacque

u’ la natura, che dal suo fattore
s’era allungata, unì a sé in persona
con l’atto sol del suo etterno amore.

Or drizza il viso a quel ch’or si ragiona:
questa natura al suo fattore unita,
qual fu creata, fu sincera e buona;

ma per sé stessa pur fu ella sbandita
di paradiso, però che si torse
da via di verità e da sua vita.

La pena dunque che la croce porse
s’a la natura assunta si misura,
nulla già mai sì giustamente morse;

e così nulla fu di tanta ingiura,
guardando a la persona che sofferse,
in che era contratta tal natura.

Però d’un atto uscir cose diverse:
ch’a Dio e a’ Giudei piacque una morte;
per lei tremò la terra e ’l ciel s’aperse.

Non ti dee oramai parer più forte,
quando si dice che giusta vendetta
poscia vengiata fu da giusta corte.

Ma io veggi’ or la tua mente ristretta
di pensiero in pensier dentro ad un nodo,
del qual con gran disio solver s’aspetta.

Tu dici: “Ben discerno ciò ch’i’ odo;
ma perché Dio volesse, m’è occulto,
a nostra redenzion pur questo modo”.