essa è la luce etterna di Sigieri,
che, leggendo nel Vico de li Strami,
silogizzò invidïosi veri».
Indi, come orologio che ne chiami
ne lora che la sposa di Dio surge
a mattinar lo sposo perché lami,
che luna parte e laltra tira e urge,
tin tin sonando con sì dolce nota,
che l ben disposto spirto damor turge;
così vid ïo la gloriosa rota
muoversi e render voce a voce in tempra
e in dolcezza chesser non pò nota
se non colà dove gioir sinsempra.
Paradiso Canto XI
O insensata cura de mortali,
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter lali!
Chi dietro a iura e chi ad amforismi
sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
e chi regnar per forza o per sofismi,
e chi rubare e chi civil negozio,
chi nel diletto de la carne involto
saffaticava e chi si dava a lozio,