Nel settimo mese poi si sarebbe celebrata nel quindicesimo giorno unʼaltra festa di eguale durata, solennizzata con eguali sacrificii (25).
Queste sono le due feste della Pasqua, e della raccolta, detta con altro nome delle Capanne, imposte già nel primo codice (Esodo, xxiii, 15, 16) e nel Deuteronomio (xvi); ma perchè Ezechiele tace intieramente della Pentecoste?[489]
Sarebbe difficile darne risposta che intieramente appagasse. Pure può dirsi come congettura, che volendo qui il nostro autore non istituire feste che già erano ordinate da leggi antecedenti, ma solo fissarne i sacrificii, che non troviamo in quelle determinate, ha voluto solo far ciò per le due feste maggiori dellʼanno; perchè lasciava per lʼaltra, la quale durava un sol giorno, che rimanessero al beneplacito degli offerenti, o perchè credeva di non dover mutare per essa la consuetudine già prevalsa.
In ogni sabato il sacrifizio doveva essere di sei agnelli e di un montone, accompagnati anche questi da una offerta incruenta di farina e di olio, e nei novilunii doveva sacrificarsi di più un toro (xlvi, 4–7). Il sacrificio quotidiano era di un agnello ogni mattina, accompagnato anche questo da una più piccola offerta della stessa specie (13–14).
Ma il nostro buon sacerdote non è contento di prescrivere i sacrificii, e scende ancora a più minuti particolari. Abbiamo poco sopra veduto che la porta del tempio, che guardava a oriente, era tenuta come più santa delle altre, e destinata allʼingresso del solo principe. Qui ora si determina che anche per esso si apriva soltanto nel sabato, nei novilunii (xlvi, 1, 2), o quando faceva delle offerte volontarie (12), e pare che il popolo dovesse in quei giorni solenni restare fuori del Santuario, e dallʼesterno inchinarsi alla maestà divina (v. 3).
Nelle maggiori solennità tutti entravano nel tempio o dalla porta settentrionale o da quella di mezzogiorno, avvertendo di escire dalla parte opposta a quella per cui ognuno era entrato, e allora il principe non aveva nessuna distinzione, entrava ed usciva confuso con gli altri (9–10).[490] Può essere che questa prescrizione di escire dalla parte opposta fosse per evitare la confusione, e che nelle maggiori solennità, accorrendo numerosa turba di gente, il profeta prescrivesse agli Ebrei di fare
Come i Roman per lʼesercito molto;
ma certo sembra che la confusione si sarebbe meglio evitata con lo stabilire a tutti una sola porta per lʼentrata, e quella opposta per lʼescita.
Il rispetto che abbiamo veduto professarsi per il principe non era tale però che lo dovesse condurre a infrangere le leggi; e però Ezechiele, lasciando per poco lʼargomento rituale dei sacrificii, vuole avvertire che il potere del principe trovava un limite insuperabile nel diritto successorio, che doveva rimanere inalterato.