Chesti ch'an lengue di Pappagallacci,

E laghate apprezzargli in Bombardia,

Dove quasi da lor sempre è moria.

Particolarmente interessante per la storia delle maschere della Commedia dell'arte è l'accenno in quest'ultima stanza al luogo d'origine di questi tipi, cioè alla Lombardia, che qui però, come abbiamo già osservato, va intesa nel senso più largo di Alta Italia. Non è qui il luogo di parlare a lungo delle origini della Commedia a soggetto, tema assai importante e che ha interessato in questi ultimi tempi molti studiosi; a noi basta di accennare soltanto ad un fatto di capitale importanza per il nostro argomento. Abbiamo già avuto occasione nel capitolo precedente di rintracciare le origini di una delle maschere più caratteristiche della Commedia dell'arte, quella dello Zanni, che noi abbiamo ricollegato alla corrente satirica che dominava, in Venezia più specialmente, contro i facchini bergamaschi. Respinto ogni legame di parentela dello Zanni col Sannio della Commedia popolare latina, ne viene per conseguenza che anche le altre maschere non hanno alcun legame atavico coi tipi corrispondenti delle Atellane, e che queste maschere sono un prodotto locale delle varie regioni d'Italia, una creazione di quello spirito mordace e sarcastico del secolo XVI che ci ha dato tanta copia di componimenti satirici. «La Commedia improvvisata, dice il Gaspary, pare sia nata dalla farsa popolare sotto l'influsso della Commedia letteraria. Alcuni dei suoi tratti caratteristici osserviamo già nel Ruzzante e nel Calmo, l'uso dei dialetti... i servi burloni, l'unione in una sola persona dell'autore e del recitante, il ritorno in diverse produzioni della medesima figura rappresentata dallo stesso autore... Se si considerano i tipi principali, si potrebbe credere che la Commedia dell'arte sia venuta dall'alta Italia, di dove furono anche alcuni de' suoi più antichi comici, come Alberto Ganassa da Bergamo»[248].

Lo Zanni è nato dalla corrente satirica contro i villani, di cui abbiamo visto l'ultima forma di esplicazione nell'introduzione della lingua rustica; l'antagonismo contro gli industriosi bergamaschi trovava nel loro dialetto valligiano pieno di aspirazioni l'elemento principale per la caricatura. La farsa popolare offriva poi nel tipo tradizionale del servo sciocco[249] un ottimo materiale per lo sviluppo della maschera dello Zanni; il carattere del servo sciocco che era, come è noto, anche nelle farse francesi uno dei principali personaggi, non poteva trovare un migliore continuatore dello Zanni, caricatura dei facchini bergamaschi, i quali venivano pure introducendosi nella commedia sostenuta[250].

Il popolo delle città trovava nel tipo dell'Arlecchino un continuatore di quel rozzo e sciocco villano che aveva formato per tanto tempo la sua delizia nelle farse popolari e nella commedia rusticale; più tardi, perdendosi a poco a poco la coscienza dell'intento satirico che aveva originato questa maschera, sorse accanto allo sciocco Arlecchino il furbo Brighella, nel quale il popolo vedeva riflesso sè stesso, e un rappresentante, come il villano del fabliau e della saga marcolfiana, del debole che vince coll'astuzia il forte e il prepotente, raffigurato nel capitano spagnuolo. A Venezia si unì presto allo Zanni, nelle prime forme rudimentali della Commedia improvvisata, Pantalone, rappresentante del popolo veneziano, e mano mano che questo nuovo genere di produzione veniva diffondendosi in Italia, si venivano aggiungendo altri tipi e caricature; così a Bologna il Dottor Graziano, in cui si può veder riprodotto il tipo del pedante tanto frequente nella Commedia popolare scritta e nella erudita, e via dicendo. Lo Zanni, pur cambiando nome e sdoppiandosi, in queste peregrinazioni, in mille figure secondarie, conserva però sempre i tratti principali suoi caratteristici, ed anche Pulcinella, lo Zanni napoletano, è pure la caricatura dei villani dell'Italia meridionale[251]. Del favore accordato a Bologna alla maschera dello Zanni, ci fanno fede le opere del Croce e del Bocchini già ricordate; e dappertutto lo Zanni formava lo spasso e la delizia del popolo italiano. Il Lasca, nel Capitolo In lode di Zanni, ci dice[252]:

. . . . . io credo che Zanni sia nato

per passatempo, burla, giuoco e festa

e fare il mondo star lieto e beato.

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