Carlo Dati racconta che «il Duca di Mantova si dilettava di praticar commedianti, e anche di far da Zanni. Onde egli con essi ed essi con lui parlavano famigliarmente e mangiava con essi»[253]. Ma non ci dilungheremo oltre a parlare della popolarità della maschera dello Zanni; a noi basta di aver dimostrato i non dubbi legami di parentela che esistono tra questo tipo e quello del villano e che spiegano come la satira contro quest'ultimo, tanto popolare nella prima metà del secolo decimosesto, venga tutto a un tratto, al primo apparire della commedia improvvisata sul nostro teatro, perdendo quel favore con cui era stata accolta per tanto tempo da ogni classe di persone.

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Ben poco ci resta ancora a dire sull'argomento che forma l'oggetto del nostro studio. Dopo di aver ricercato le cause principali che possono aver generato questa satira copiosa contro il villano, cause che abbiamo visto potersi determinare nell'odio di casta e nell'antagonismo tra la popolazione rurale e la cittadina, e dopo di avere seguito nei vari generi letterari lo sviluppo progressivo di questo tipo caratteristico, ci rimarrebbe ancora di ricercare nella tradizione popolare gli ultimi e scarsi accenni del perpetuarsi di questa corrente satirica. Ma tale ricerca non sarebbe coronata da un risultato soddisfacente, perchè nel folklore la divergenza tra le due correnti satiriche, la positiva e la negativa, per quella infantile esagerazione che la fantasia del popolo suole usare nelle trasformazioni a cui assoggetta la tradizione, si fa assai maggiore; tanto che nella prima il villano viene fatto l'autore di una quantità di burle e di astuzie che in altri tempi erano attribuite ai più noti buffoni, e nella seconda diventa il tipo caratteristico della sciocchezza, e si confonde col personaggio leggendario che, in tutti i tempi e in tutti i paesi, commette presso a poco le medesime scempiaggini. Nei proverbi, più ancora che nelle novelline popolari, è più facile trovare riprodotti alcuni dei concetti fondamentali della satira negativa; ne ricorderemo qui alcuni dei più curiosi:

Allo sprone i cavalli, al fischio i cani

Ed al bastone intendono i villani[254].

Il villano punge chi l'unge e unge chi lo punge[255].

Quando il villano è alla città

Gli par d'essere il Podestà.

Quando il villano mangia una gallina

O il villano è ammalato, o è ammalata la gallina.