Non haueti mai bene: 120
Nati in pene
Serui seruorum
Asini asinorum
Maledicat uos deus,
In secula seculorum 125
Amen. Ab insidiis diaboli et
signoria de villano et a furore
rusticorum libera nos domine.
Questa Satira contro i Villani si può far rientrare, specialmente per la chiusa parodica, in quel gruppo di componimenti parte in volgare e parte in latino, chiamati «farsiti» in Francia, e in Italia «disposti,» di cui ha parlato il Novati[261] studiando la Parodia sacra nelle Letterature moderne. In quanto alla lingua possiamo ricordare quanto fu detto dal Mussafia intorno ai Monumenti antichi di dialetti italiani[262], dal Raina sulla Storia di Stefano[263], e da altri; e per quanto riguarda la prosodia, come osservava il Biondelli[264], questi componimenti poetici informi dei primi secoli sono da ritenersi come prose rimate, quantunque molte volte non si abbiano nemmeno delle rime, ma delle semplici assonanze.