Al Villan che dell'opre sue è indegno.

z Zello al culto divin niente non hanno

Vada dunque tal setta col malanno.

Questo Alfabeto satirico contro i Villani della Bertoliana di Vicenza non è che un raffazzonamento, con varianti di poco conto, di quell'Alfabeto contro i Villani che si legge nel cod. H, XI, 5, fog. 202t-203 della Comunale di Siena, ricordato dal Mazzi[339], e di cui il gentile Bibliotecario di quella città, Dr F. Donati, ci mandò una copia diligente. Questo Alfabeto, opera di un anonimo della Congrega dei Rozzi della seconda metà del secolo XVII, ci prova come le composizioni di quella Congrega si diffondessero in tutta Italia; probabilmente esso deve considerarsi come fonte non solo dell'Alfabeto vicentino, ma anche di quello esistente nel Museo Correr e di quello pubblicato dal Meyer. Crediamo opportuno riferirlo qui per intero:

Alfabeto contro i Villani.

A A lavorare sempre è destinato

Il Villano maligno et ostinato.

B Bontà non regna in lor, nè cortesia

Ma sol malignità, invidia e gelosia.

C Cattivi sono e pieni d'ogni vitio,