Che li fanno purgar tutto l'inditio.
& Et se per sorte ne trovaste un buono,
Cercha la fin, ch'è figliol del Padrone.
Come vuoi tu conoscer un Villan deluscato,
Miralo nella schena che glie scuadrato.
Rimanete con Dio et l'autore,
[Che] Dio vi guardi di man di traditore.
Abbiamo riprodotto questo Alfabeto nella sua integrità, cercando di correggere, fin dove ci fu possibile, i versi ipermetri che vi si incontrano; essi costituiscono l'impronta più evidente del carattere popolare di queste produzioni. Per le tre lettere: Et, Con, Rum che seguivano alla Z negli antichi Alfabeti, si veda quanto dice il Novati nello studio più volte citato[340]. Per quanto riguarda la chiusa dell'Alfabeto ricorderemo un raro opuscolo[341] del secolo XVI, in cui i villani sono annoverati tra i pericoli da cui un galantuomo deve guardarsi: