Visto per la firma e sigillo del gran maestro e dei signori principi dei demoni.
Contro segnato Baalberith Segretario.»
VI.
Cerimoniale della magìa.
Però non sempre qualche demone aveva il tempo o la volontà di starsi continuamente in compagnia de' maghi e delle streghe, e servirli da segretario, cameriere o fante; perciò quei che inventarono sulla terra l'arte magica a sussidio degli uomini, trovarono alcuni istrumenti e formole, che valessero loro o d'ajuto quando erano lontani gli spiriti, o potessero chiamarli per avere sussidio e servigio. Quindi ne usciva la parte della scienza, che si direbbe cerimoniale, e il bisogno di iniziatura e d'insegnamento. Omai eccoci nei segreti della magìa nera.
VII.
La bacchetta magica.
Il bastone fu presso tutti i popoli un'insegna di comando; variò nelle forme e nei modi di usarlo, e quindi nella logica che gli andava unita. Pei maghi si convertiva in bacchetta: faceva parte del loro potere, perchè associava le forze occulte della stregoneria.
La bacchetta magica doveva essere fatta col ramo di un nocciuolo di un anno, reciso dalla pianta verso mezza notte in un mercoledì di luna nuova; mentre si calava il coltello a tagliarla, conveniva gridare a gran voce: — Ti scongiuro di obbedirmi per tutte le potenze celesti. — Quella bacchetta poi si rimondava dalle frondi, si rendeva appariscente, perchè anche i maghi amavano il lusso; vi si incidevano sopra in lettere greche dal lato più grosso agla, in mezzo on, e dal lato più sottile tetragmaton.
Gran potenza della bacchetta! agitarla nell'aria e tramutare le cose, era un sol punto. La bacchetta era solo di privilegio de' maghi; le streghe di consueto non giungevano a tanto da meritarla, e se vi mettevano le mani addosso, divenivano prepotenti. Una strega giunse a ghermire la bacchetta al mago di Scozia, e lo trasmutò in bestia. Pare che le donne abbiano gran tendenza a cambiare in bestia gli uomini, quando pigliano loro la bacchetta del comando: Circe ed Alcina fecero lo stesso: que' che hanno la filosofia dei simboli, forse potrebbero vederne uno assai eloquente in questa storia.
VIII.
Strenne de' maghi.
Senza strenne omai non si raggiunge più nulla di buono a questo mondo; leggerle o no, esse danno la scienza. Le donne hanno le loro strenne per le diverse ore del giorno; strenne per le preghiere, per ricrearsi, strenne onde avere argomento a parlare, quando certe visite le mettono nella noja di non sapere trovare parola. Però queste strenne spesso tengono un po' di magìa, perchè recate in dono sono solitamente principio di simpatìa.