—Chi è il soldato in sentinella?

—Il tale.

—Andate—Il cuore me lo diceva: è un coscritto. Povero coscritto! Son pochi giorni ch'è al reggimento, è ancora stordito da questa nuova vita; la sua testa e il suo cuore sono ancora a casa colla madre e fra le quiete abitudini della vita di prima; il pensiero del ritorno non gli passa nemmeno pel capo, o, se gli passa, gli è un pensiero d'una felicità tanto lontana! Nel reggimento non ha ancora amici, non ha ancora conforti; subisce ancora i motteggi dei vecchi soldati, e le prime durezze, che son le più dolorose, della disciplina; non una voce amica, non una parola affettuosa, non un sorriso, nulla; sempre vociacce burbere, minacce, brutti visi. Dopo un'altr'ora ch'ei starà là, verrà qui, stanco, fradicio, pien di freddo, pien di sonno, e non avrà che un nudo tavolaccio su cui riposare, e dormirà un sonno interrotto e penoso, e sarà destato da una squassata alle gambe o da una manata di neve nel viso; non un po' di quiete, non un po' di fuoco per asciugarsi i panni, non una goccia di vino; nemmeno un po' di tabacco, forse...; nulla, nulla. Egli soffre, in questo momento, lo giurerei. Quella musica e quella festa gli fanno male. Voglio accertarmene. Voglio andarlo a vedere.... Ma no.... Oh che no! Sì, invece, sì; lo voglio andare a vedere; e ci vado; sicuro che ci vado; perchè non ci dovrei andare? Oh stiamo a vedere! Voglio andarci.—

E mi mossi. Passai dinanzi al casotto; guardai dentro, era scuro; non potei vederlo nel viso. Tornai indietro, sostai un momento, e pensai:—Quando si è agitati da un affetto vivo, gioia o dolore ch'ei sia, il suono della prima parola che si profferisce dopo un lungo silenzio è impossibile che, lì su quel subito, non si risenta di quell'affetto e non lo riveli. Proviamo.—Mi avvicinai al casotto e mi ci fermai dinanzi. La sentinella mi avvertì, si scosse e s'avanzò fin sul limitare. Io non la vedeva nel viso; ella non vedeva me. Le domandai con un accento affettatamente sbadato:—Hai freddo?—

Esitò un momento e poi:—Nossignore.—

Bastò: in quella voce io aveva avvertito un lievissimo tremito; in quella voce v'era un suono di pianto; non v'era dubbio; io non m'era apposto male; avevo indovinato il suo cuore.

—Non hai proprio freddo, punto punto?

—Eh no—un poco—si sa.... non mica tanto però.... così....

Poveretto, e gelava! Temeva di fare un atto d'indisciplina quel buon ragazzo a dirmi che gelava! Come se la neve l'avesse fatta venir giù lui o glie l'avessi fatta venir giù io, proprio sui piedi, che li doveva aver conci Dio sa come! Mi piacque tanto quella sua risposta,—povero giovane. E non mi si venga a chiacchierar di separazione tra uffiziale e soldato, in quei momenti lì; il cuore non è mica gallonato come il berretto: Dio buono! Come si fa a resistere? Come si fa a star duri? A meno d'esser di sasso, sfido io. Però non volendo aver l'aria di esser andato là a far il consolatore pietoso, e neanco lasciarlo prima d'avergli rifatto un po' l'animo con quattro parole da amico, girai largo e gli chiesi:

—Quanto tempo ti tocca ancora di restar qui?