—Addio.... Oh io non posso ancora dirvi addio, caro capitano. No.... è troppo presto.... non posso....
Il capitano aprì la bocca per parlare; ma il vecchio gli fece un cenno risoluto colla mano come per imporgli silenzio, abbassò la testa e stette immobile nell'atto di chi tende l'orecchio a un rumore lontano.
—Che c'è?—domandò uno dei fratelli.
—Silenzio!—ripetè il padre.—Tutti ammutolirono. Il capitano tese anch'egli l'orecchio, fece un atto di sorpresa e di rincrescimento, e disse tra sè:—Che se ne sia scordato? Che non m'abbia capito?—Si sentiva infatti un rumore lontano, sordo, indistinto, che cresceva a mano a mano.
—Babbo, che cosa senti?—domandò un'altra volta il figliuolo.
Il padre senza muovere il capo nè gli occhi, stese la mano verso il capitano, lo afferrò pel braccio, lo trasse a sè e gli domandò sottovoce:—Capitano, sentite?
—Io?... nulla.
In quel punto si sentì una voce lontana che parve un comando militare; il rumore si era fatto più distinto.
—Capitano!—gridò impetuosamente il vecchio balzando a sedere;—questi sono cannoni!
Il capitano tremò.