—Me ne incarico io, solo ch'io sappia il suo cognome e dove sta di casa. Lo metterò sotto la protezione della mia famiglia; scriverò a casa oggi stesso. Protetto dai miei potrà tornare colla matrigna, e se ci sarà bisogno ce lo piglieremo in casa e ce lo terremo fin che occorra; ve ne do parola; va bene?—
La proposta fu accolta con un generale «benissimo» e un gran batter di mani sulle spalle al proponente che gli fece sollevare dalla tunica tutta la polvere presa alla manovra.
—Ora viene il difficile però!—egli soggiunse liberandosi da noi con un paio di pizzicotti ben'azzeccati.
—Che cosa? si domandò.
—Persuaderlo.—
Risolvetti d'incaricarmene io, e ci separammo.
La sera di quello stesso giorno, prima del calar del sole, mentre stavamo in dieci o dodici a chiacchierar di bubbole accanto alla baracca del vivandiere, quello stesso ufficiale padovano di cui dissi poco fa, levò la voce sopra il cicalìo della brigata, ed esclamò:
—È stato concluso un nuovo armistizio; possiamo allontanarci dal campo; chi viene a veder Venezia?
—Io—risposero tutti ad una voce.
—Andiamo subito?