— Oh! — esclamò il giovane diventando pallido, e facendo un gesto vigoroso come per respingere da sè quel sospetto.
L'avvocato lo fissò come per leggergli nell'anima.
— Signor avvocato! — gridò Alberto con una voce che non pareva più la sua — le proibisco di guardarmi in quel modo!
— Ci sono io solo, — rispose imperiosamente l'avvocato, — io solo che posso dire qui: proibisco! Ed io le proibisco di rimetter più piede nel mio studio!
— Ma badi a quello che fa, in nome di Dio! — gridò Alberto con un accento supplichevole e disperato.
L'avvocato, fremendo, gli accennò la porta.
Erano accorsi gli altri giovani; Alberto li guardò, guardò di nuovo l'avvocato, fece uno sforzo per parlare, non potè, si diede un gran colpo sulla fronte, ed uscì a passi concitati.
— Se ne vadano! — disse bruscamente il principale ai giovani; e fu lasciato solo. Rimase immobile, pallido, cogli occhi fissi sulla porta. L'ira sbollì presto, lo assalì un dubbio improvviso, si rimise a cercare in fretta e in furia sul tavolino, sotto, intorno, tra i libri; non trovò nulla, mise un respiro, si abbandonò sulla seggiola ansando. — Era qui — mormorò battendo la mano su tavolino — qui, ne son certo come della mia esistenza, non mi posso essere ingannato! — E poi ricominciò a pensare e a cercare.
Dopo quel giorno Alberto non ricomparve più, e l'avvocato non ne fece più parola. Credendo che nessuno avesse sentito le parole che erano state la cagione del diverbio — qui c'era un biglietto da cento lire — non rivelò questa cagione a nessuno. Ricercò il biglietto, ma sempre inutilmente; perdette ogni dubbio; ebbe anzi a momenti l'intenzione di far cercare il giovane per costringerlo a confessare. Ma quando gli si presentava l'immagine di quel volto trasfigurato e pallido, e di quel gesto imperioso, un senso di timore segreto, più forte quasi della sua certezza, lo stornava dal suo disegno.
Questa era stata la cagione del cangiamento seguìto in Alberto, e di tutto quello che gli era avvenuto dipoi. Non era più tornato allo studio, e non aveva più incontrato nessuno di coloro che v'appartenevano.