Gli è balzata la palla sul guanto.

Trovare una bella vigna. — Trovare facile e pronto utile (o piacere) in alcuna cosa.

Succhiellare una bella carta. — Essere in procinto di avere una qualche buona ventura. Ecc., ecc.

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Per citare un altro esempio, c'è intorno al parlare un gran numero di vocaboli e di modi efficacissimi, per la più parte lepidi, e molti comuni ai vari dialetti d'Italia, e per questa ragione, ossia per paura, non usati da chi vuol parlare e scrivere un italiano castissimo.

Stiantar bombe (il craquer dei francesi). — Stiantar bugie. — Stiantar spropositi. — Piantar carote. — Sballar favole. — Sfrottolare. — Dire delle sballonate. — Dire delle papere. — Dire dei farfalloni. — Fare delle sparate. — Dirne di quelle che non hanno nè babbo nè mamma (strafalcioni madornali); ciò che scrisse il povero Guerrazzi, poco prima di morire, parlando della sua ultima opera, Il secolo che muore.

Graziosissima l'espressione: — Dare una calcatella, per rifiorire o esagerare una cosa detta da altri.

Dire una cosa di ritorno, di ripicco, di rintoppo, di rimbecco. — Dire una cosa fuori dei denti. — Dire a uno una fitta d'ingiurie, una carta di villanie, una sfuriata d'impertinenze. — Fare una parrucca a uno, fargli una lavata di testa, un lavacapo, una risciacquata, una ripassata, una sbarbazzata. — Cantargli il vespro, cantargli la zolfa. — Trinciargli la giubba addosso, tagliargli le calze, lavarsene la bocca (per dirne male). — Dire, vomitare ira di Dio.

Ripapparsi uno (per garrirlo acerbamente). Es.: Nebbia, in presenza della gente, tratta suo marito coi guanti, ma in casa poi bisogna vedere come se lo ripappa.

Rimpolpettare. — Lo spiega l'esempio: Non è padrona di aprir bocca quella povera donna che bisogna vedere come la rimpolpettano.