Tip. Fratelli Treves.
Al dottore ANGELO BOCCA
Sindaco di Cuneo
CARO AMICO DEI MIEI PRIMI ANNI
INSEPARABILE NELL'ANIMO MIO
DALLA MEMORIA DELLA CITTÀ ILLUSTRE E BELLA
A CUI MI LEGA AMORE E REVERENZA
DI FIGLIO.
RICORDI D'INFANZIA E DI SCUOLA.
I primi anni.
La traccia più remota ch'io trovi in me della mia coscienza è quella d'un giorno che stavo giocando sopra un mucchio di sabbia con un mio fratellino, maggiore di me di due anni, il quale morì quand'io n'avevo quattro, non lasciandomi neppure una vaga reminiscenza del suo viso. In che maniera mi sia rimasta l'immagine di lui in quel punto, e non l'ombra d'un ricordo di quanto avvenne in casa mia alla sua morte, che avrebbe dovuto lasciarmi un'impressione profonda, è uno di quei tanti misteri della memoria, che tenta invano il nostro pensiero. E non è meno misteriosa per me la certezza assoluta che ebbi sempre, che quella larva con cui giocavo quel giorno era mio fratello, quantunque non abbia nessuna ragione d'esserne certo. A me pare che la mia esistenza sia incominciata in quel momento. Ma dopo di questo ricomincian le tenebre, e non ritrovo più il lume d'una ricordanza che molto tempo di poi: quello d'avere una volta, scendendo la scala di casa, contato i miei anni, che eran cinque, sulla punta delle dita, e d'aver pensato che mi sarei potuto chiamar grande quando per contar la mia età mi fossi dovuto servire anche dell'altra mano. D'allora in poi gli avvenimenti di cui mi rammento, benchè separati ancora da molti spazi oscuri, come i fuochi notturni dei pastori sui monti, sono chiari nella mia memoria come quelli dei periodi più recenti della mia vita.
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