“Non c'è di che.”
“Ma lei è italiano?”
“Italiano.”
“Canta?”
“Me ne rincresce: non canto.”
“È curiosa! A giudicar dalla struttura del suo collo e del suo petto avrei detto che lei doveva avere una stupenda voce di tenore.”
Io mi toccai il petto e il collo e risposi:
“Può darsi, proverò, non si sa mai: due delle condizioni volute le ho: sono italiano e ho un collo da tenore: la voce deve venire.”—A questo punto, la prima donna della compagnia che aveva sentito il dialogo, entrò nella conversazione, e dopo di lei tutta la compagnia:
“Il signore è italiano?”
“Per servirla.”