PIERO (scuotendosi)
Oh, oh!... Mi dici questo con un tono,... (scaldandosi) Dunque a parer tuo si è insistito meco per pura convenienza?... Perdio! Mi devi parlar chiaro, è affar delicato. Se v’è un’ombra di verità in ciò che affermi, presto fatto. Domani mi fo capitar una lettera di richiamo, un telegramma, trovo un pretesto e via senz’altro, torniamo in città senz’aspettar Natale, nè capo d’anno. (con intenzione) Dico torniamo, al plurale, perchè partendo io, non immagino che tu voglia restare?
CLAUDIO (siede e sfoglia nervosamente il libro).
PIERO (con calma)
Ti pare?... In due sì, ma uno solo, tu solo?... Uhm! Non so se al barone garberebbe trovarti qui, solo, al ritorno.
CLAUDIO (fissandolo)
Cioè?
PIERO
Cioè,... che vuoi, ho sempre sospettato un pochino che la tua partenza precipitosa d’un anno fa, fosse causata da... non saprei come dire... da un incidente, via, al quale incidente il barone e la baronessa Galliari non erano estranei. Eri venuto alla villa per un mese, come gli altri anni, e sei scappato via dopo due settimane, e mi sei capitato a casa con una faccia,... e per offrirmi, così a bruciapelo, d’accompagnarti in un viaggio, di cui non m’avevi parlato mai, deciso lì per lì,... un’inezia, un giretto d’un anno! E poi non son cieco, nè sordo, nè scemo nemmeno io...
CLAUDIO (con impeto)