CLAUDIO
Il fatto è questo. Te lo ripeto tutto, perchè posso aver omesso qualcosa, scrivendo. — L’altra sera, alla villa, la baronessa si ritirò a mezzanotte. Restammo soli, vi furono fra noi poche parole aspre,... le prime in tanti anni. Mi lasciasti per andare a letto. Mi sentiva male; non so perchè, soffocavo. Scesi in giardino e mi gettai sulla panca che sta sotto il cipresso grande; di fronte alle finestre di donna Ida. V’era lume ancora, vedevo l’ombra di lei sulle cortine bianche, abbassate. Ad un tratto, qualcuno entrò dalla porta vicina alla finestra. Vidi l’atto delle braccia, e poi lei che sciogliendosi bruscamente corse a chiuder le imposte. Era stato un attimo, un lampo, un sogno! Subito non compresi qual enorme consenso significasse quell’atto: la barriera nera sbattuta fra voi ed il di fuori... Poi riafferrai la visione, ti vidi... Tu, tu nella sua camera a quell’ora? Saltai in casa. — Era vero, era vero: la tua camera era vuota. (si lascia andar seduto) E lo rimase... Passai la notte in sala; immagini cosa si può diventare in una simile attesa? (alzandosi) Non vi ho sturbati, non è vero? Non ho urlato, nè riso, nè cantato come ne sentivo lo stimolo; non ho buttata a terra la porta... Avevo paura, movendomi, di cascar morto. Credevo di scagliarmiti addosso quando saresti uscito... Ma, e poi, bastava? — Sono fuggito a piedi, in fretta, in furia, così com’ero perchè... Perchè poteva darsi che il mondo finisse!
PIERO (alza le spalle con impazienza)
CLAUDIO (con ira)
Aspetta! Ho ben saputo aspettare a suo tempo? — Fui in città, a casa tua; parlai al domestico, chiesi di veder le tue lettere tutte e di comprar quelle che potevano interessarmi. Accettò, e... mi trovò egli stesso in un ripostiglio ciò che cercavo. Intelligente; fedele anche, ne volle un bel prezzo! Le avrei pagate con sangue... E seppi tutto, ebbi completo il romanzo. Tu da più di tre anni amante di donna Ida; ella si abbandonava già a te, al tuo amore quando respingeva così superbamente il mio! Usciva forse dalle tue braccia, il giorno in cui per dar lo scambio, sopir forse un dubbio e liberarsi di me, mi denunziava al marito. Io partii; i vostri amori continuarono fino a che, avendo Galliari voluto stabilirsi in campagna, i convegni si fecero per forza più rari... Laneri non veniva in casa; bisognava introdurlo. Come far accettare al barone un amico giovane, nuovo, inatteso?... Un’ultima deliziosa letterina, scritta due giorni prima del nostro arrivo alla villa, mi fa l’onore d’occuparsi di me; e mi rivela l’intrigo. Io, io ero destinato a metterti in casa; io amico tuo; amico da tanto tempo di Carlo, il quale, dopo l’ammirabile rivelazione fatta da sua moglie un anno prima, non poteva più permettersi sospetti, nè su di lei così franca e fedele, nè su di me, che credeva guarito e che glielo giuravo!
PIERO
Meno parole... e poi?
CLAUDIO
Oh poi!... Quand’ebbi lette e assaporate le lettere, ne scrissi una anch’io, alla baronessa, e l’hai tra le mani.
PIERO (padroneggiandosi)