CARLO (in piedi, vicino)

Soffri?... Soffri proprio tanto?... Deve essere così, perchè... perchè se così non fosse!... Ti ho conosciuto retto, sincero, incapace di simulare; già, dev’essere così. Oh! poi lo so che si soffre, terribilmente; tanto più quando si è caldi, appassionati, nervosi; quando per temperamento non si sa moderar niente. (con accento di collera) Già, vai nelle impressioni a testa bassa, coi pugni stretti; prendi la vita a passo di carica, tu. (calmandosi) Si soffre tanto, che dopo, — perchè c’è un dopo, sai — dopo pare impossibile di essere usciti vivi dalla burrasca, e, non si ritorna mai quelli di prima... Eh, ma non bisogna immaginarsi che la malattia non abbia rimedio. Tanto più in questo caso. Dal modo con cui sono andate le cose, niente di estremo, fiamma viva, e... quanto più una fiamma è viva tanto meno la dura. Temporale d’estate, cielo nero, tuoni, lampi; e poi di nuovo il sole. Ma diavolo! Lo rivedrai presto, più bello di prima. Presto (con amarezza) prima di me forse, che pure..... (muove alcuni passi per la scena).

CLAUDIO

(scopre il viso e lo guarda con gli occhi smarriti)

CARLO (torna e siede vicino)

Ragioniamo. Trova un disastro paragonabile a quello che avrebbe potuto accadere se... Ti sfido a trovarlo. (rispondendo ad un atto di Claudio) Sì, sì, so quello che vuoi dire: amor puro, niente speranze... Chi può comandarsi di non sperare? È naturale: se ami, speri... Ah! per carità, lasciamo andare. Ti parrà che io abbia cento cose per la testa?... Non ho che mia moglie. Ho sofferto anch’io in questi ultimi tempi. Timori vaghi, apprensioni: tutte assurdità, dicevo; ma sentivo il mistero. Ho per Ida la massima stima, la più illimitata fiducia, ma mi pareva cambiata... Quando penso (si alza) che avrebbe potuto corrisponderti! Alla mia età, quando par d’aver trovato la pace, la felicità, non ci si rinunzia più. Se perdessi mia moglie, in un modo od in un altro, — m’intendi? — penso che ne morrei, ecco. (con forza) Santo Dio, la vita ha doveri, lavori, ambizioni, rimedi! Anche l’amore ha le sue rivincite per voi giovani. Tu lo sei tanto; alla tua età si cade e si risorge, come niente, e poi... e poi si scorda. Ah Claudio! in questo caso il dovere deve passare innanzi all’amore..... Diavolo, no!... Non ti voglio parlare così. C’è rimedio, ma bisogna volerlo... Essere traditi da chi si ama, è un affar serio... è il maggior dolore umano... E poi, e poi, così no, così non si avrebbe più un’ora di pace!

CLAUDIO (con energia, alzandosi)

Partirò, Carlo, ti giuro che partirò!

CARLO

Aah! Ci salvi, sai. Va bene così, lo sapevo. Senti, la colpa non è tutta tua, dovevo badare, pensarci anch’io. Sei giovane, l’acqua va per il suo verso. Ma come è bene che ci siamo spiegati! — Ora viaggerai, tornerai contento, ci rivedremo. Sono convinto che non è necessario che tu vada in capo al mondo e per lungo tempo. Cambiar ambiente, veder paesi nuovi, cose nuove, facce nuove — ti raccomando le facce nuove — E al tuo ritorno: acqua passata non macina più!... Non ho ancor parlato a mia moglie, ma te lo dico in confidenza, è probabile che io mi stabilisca in campagna, non questo ma un altr’anno. La presenza del padrone è frutto del campo, come dice un agricoltore di cinquecent’anni fa; e con ragione. Dunque anche questo sarà per il meglio. Tu in città, noi due qui... No, vado tropp’oltre, tornerai guarito e di questo non ne parleremo mai più. Ecco, restiamo intesi, quando ti vedrò ricomparire, colla mano stesa, così... sarà come se tu lo giurassi. — Va bene così? M’hai inteso? (venendo a lui) E anche ora subito, me la darai la mano, senza esitazione, a fronte alta, così da uomo a uomo?