Tiré de la lettre du comte de Comminges.

La scatola era in tartaruga cerchiata d’oro, tutta seminata di stelle dello stesso metallo.

L’aprii era vuota.

Trovai strano lo spessore del coperchio in proporzione del fondo.

Girando e rigirando, provai a torcere con forza, sentii che si svitava e lo ebbi fra mani diviso ancora in due.


Due occhi neri, pieni d’una straordinaria intensità di vita vennero, se osassi dirlo, ad incontrare i miei. Mi trovai davanti un viso di donna dai lineamenti così perfettamente regolari che, di primo tratto, pensai fosse creazione d’una meravigliosa fantasia d’artista, e non mi persuasi ch’era un ritratto se non dopo lungo esame, a certi dettagli della bocca e degli occhi, appena percettibili ma assolutamente personali.

Quegli occhi, brillanti d’amore, d’intelligenza, di comando, avviluppati nell’ombra leggiera e misteriosa delle ciglia lunghe e scurissime, il disegno puro delle sopracciglia e del naso, capriccioso delle labbra, i capelli scendenti folti sulla fronte e sulle spalle bianchissime, formavano un insieme di figura fantastico e delizioso che inquietava ed affascinava.