Pregarlo voglio...
Ahi misera! ma questa
Vampa d'amor che nessun pianto spegne,
Che implacabile m'arde e mi persegue,
Come cacciarla dal cuor mio?! Rodolfo!
Rodolfo mio!
Ecco: il momento drammatico è diverso dal primo; ma la pedanteria declamatoria, e la boria, e la fragorosità vacua son pari così nella scena dell'ira generosa come in quella della disperazione amorosa. Carlo Innocenzo Frugoni, il buon arcade, ne sarebbe contento: scommetto per altro tutte le Opere del deputato Cavallotti contro una copia sola del Bertoldino, ch'egli non sarebbe stato nè contento nè capace d'uno sproposito di grammatica grosso come questo:
E di un'ora il fallir non basterebbe
A cancellarlo di una vita il pianto;
e che, non pur lui, ma tutti quanti i becchi di Arcadia raccolti in coro urlerebbero di spasimo a una trasposizione bestiale come questa: