— Je suis Gallus, landgrave de Souabe,
Le frère du feu duc régnant George premier.
L'aigle à deux têtes prend son vol sur mon cimier.
L'Allemagne n'a pas de famille plus grande.
Et, monsieur le baron d'Holburg, je vous demande
En mariage ici votre fille Nella
Pour mon neveu le duc George deux, que voilà.
E così la comedia ha lieto fine, avendo la virtù di Nella sopraffatto le turpi voglie del vecchio cinico libertino.
Nel dramma, che s'intitola Esca, di nuovo siamo fra le selve. Gallus, che ha abdicato in favore del nipote, risale in carrozza, con Gunich, una via di montagna. Precede, sopra una carretta carica di letame, un ricco fittaiolo, Harou, che va ad ammonire la sua fidanzata Lison di tenersi presta alle nozze per mezzodì. Lison, che si sta pettinando alla finestra della sua capanna, ferisce sì forte il vecchio libertino, che lo move a scendere dalla carrozza, e a nascondersi nel bosco. Harou intanto parla con la sua fidanzata, e la vorrebbe abbracciare; ma costei lo ributta, fastidita dall'odor di letame che il villanzone tramanda. Partito il fittaiolo, che ha promesso di ritornare a prenderla con la sua carretta, Lison comincia ad acconciarsi da sposa, e non possedendo uno specchio, esce mezzo nuda a specchiarsi alla vicina sorgente. Mentre ella malinconicamente contempla l'imagine della sua povera beltà, Gallus le sorge alle spalle, le conficca tra i capelli un fermaglio di brillanti, poi di nuovo dispare. Lison sbalordita e non sapendo che si pensare, arrossisce di star così nuda in mezzo al bosco; quand'ecco le si appresenta un nano con un mantello di velluto. Cadendo d'una in maggior meraviglia, la fanciulla volge a dietro il capo, e subitamente si vede allato un moro che le allaccia al collo una collana di perle. Uno strano scompiglio le turba l'intelletto; le pare di esser l'eroina d'un racconto di fate, e comincia a cantare:
— Les lutins — dans le thym — les hautbois —