e un vipistrello sperso passommi stridendo sul capo.
E ci è infine il malinconico ottimismo tibulliano, come nei distici per la certosa di Bologna e per Sirmione, e lo scoppio d'una tetraggine fantastica e biliosa:
Calvi, aggrondati, ricurvi, sì come becchini alla fossa,
stan radi alberi intorno a la sucida riva.
Stendonsi livide l'acque in linea lunga che trema
sotto squallido cielo per la lugubre macchia.
Bevon le nubi dal mare con pendule trombe, ed il sole
piove sprazzi di riso torbido sopra i poggi.
I poggi sembran capi di tignosi nell'ospitale,
l'un fastidisce l'altro da' finitimi letti.