[878.] Pollione mostra la più minuta premura di compirne il numero.

[879.] Il luogo del suo regno è alquanto dubbioso; ma vi era un tiranno nel Ponto, e ci è nota la sede di tutti gli altri.

[880.] Tillemont (tom. III, p. 1163) li riferisce alquanto diversamente.

[881.] Vedi la parlata di Mario nella Stor. Aug. p. 197. L'accidentale somiglianza de' nomi fu la sola circostanza, che potè tentare Pollione ad imitare Sallustio.

[882.] Vos o Pompilius sanguis! Tale è l'apostrofe di Orazio ai Pisoni. Vedi Art. Poet. v. 292 con le note di Dacier e di Sanadori.

[883.] Tacit. Annal. XV 48. Stor. I 15. Nel primo di questi passi ci possiamo arrischiare a mutare la voce paterna in materna. In ogni generazione da Augusto ad Alessandro Severo, uno o più Pisoni compariscono tra i Consoli. Un Pisone fu da Augusto creduto degno del trono (Tacit. Annal, I. 13.). Un altro fu il capo di una formidabile congiura contro Nerone; ed un terzo fu adottato, e dichiarato Cesare da Galba.

[884.] Stor. Aug. p. 195. Il Senato, in un momento di entusiasmo, sembra che si compromettesse dell'approvazione di Gallieno.

[885.] Storia Aug. p. 196.

[886.] L'associazione del coraggioso Palmireno fu l'atto il più popolare di tutto il regno di Gallieno. Stor. Aug. p. 180.

[887.] Gallieno aveva conferito i titoli di Cesare e di Augusto al suo figliuolo Salonino, trucidato in Colonia dall'usurpatore Postumo. Un secondo figliuolo di Gallieno successe nel nome e nel grado di suo fratello maggiore. Valeriano, fratello di Gallieno, fu ancor esso associato all'Impero. Diversi altri fratelli, sorelle e nipoti dell'Imperatore formavano una numerosissima Reale famiglia. Vedi Tillemont, tom. III, e il Sig. di Brequiguy nelle Memorie dell'Accademia tom. XXXII, p. 262.