[110.] Ved. per esempio Cesare de bello Gallico VI 17. Nel corso di uno o due secoli i Galli medesimi dettero alle loro divinità i nomi di Marte, di Mercurio, d'Apollo ec.

[111.] L'ammirabile trattato di Cicerone sulla Natura degli Dei, è la miglior guida che seguir si possa in mezzo a quelle tenebre, ed in un abisso così profondo. Questo scrittore espone candidamente, e confuta sottilmente le opinioni dei filosofi.

[112.] Non pretendo assicurare che in quel secolo irreligioso, la superstizione avesse perduto il suo impero, e che i sogni, i presagi, le apparizioni ec. non più inspirasser terrore.

[113.] Socrate, Epicuro, Cicerone, e Plutarco hanno sempre inculcato il più gran rispetto per la religione della lor patria e di tutto il genere umano. Epicuro ne dette egli stesso l'esempio e la sua devozione fu costante. Diog. Laerzio X 10.

[114.] Polibio l. VI c. 53 54. Giovenale si lamenta Sat. XIII, che ai suoi tempi questo timore non faceva quasi più effetto.

[115.] Ved. la sorte di Siracusa, di Taranto, di Ambrachia, di Corinto ec. la condotta di Verre nell'Azione 2 or. 4 di Cic., e la pratica ordinaria dei governatori nella VIII Satira di Giovenale.

[116.] Svetonio vita di Claudio; Plinio Stor. Nat. XXX I.

[117.] Pelloutier Stor. dei Celti, tomo VI, p. 230 252.

[118.] Seneca De consolat. ad Helviam, pag. 74 edizione di Giusto Lipsio.

[119.] Dionigi d'Alicarnasso, Antich. Rom. l. II.