[331.] Divitiis Provincialium (vel Provinciarum) ac privatorum studens, fisci commoda non admodum affectans; ducensque melius publicas opes a privatis haberi, quam intra unum claustrum reservari. Id. ibid. Egli portò questa massima tanto innanzi, che ogni qualvolta facea trattamento, era obbligato a prendere in prestito un servito di argenteria.

[332.] Lattanzio de Mort. Persecutor. c. 16. Se fossero le particolarità di questa conferenza più conformi alla verità ed al decoro, si potrebbe sempre dimandare, come vennero a notizia di un oscuro Retore? Ma vi sono vari Storici che ci fanno ricordare l'ammirabile eletto del gran Condè al Cardinale di Retz. «Ces coquins nous font parler et agir, come ils auroient fait eux mêmes à notre place».

[333.] Sublatus nuper a pecoribus et silvis (dice Lattanzio, de M. P. c. 19.) statim scutarius, continuo Protector, mox Tribunus, postridie Caesar, accepit Orientem, Aurel. Vittore è troppo liberale in dargli tutta la porzione di Diocleziano.

[334.] La sua esattezza e la sua fedeltà sono riconosciute eziandio da Lattanzio. (de M. P. c. 18.)

[335.] Questi divisamenti per altro si fondano sulla dubbiosa autorità di Lattanzio (de M. P. c. 20.)

[336.] Questa tradizione, ignota ai contemporanei di Costantino, fu inventata tra l'oscurità dei monasteri; abbellita da Geoffrey di Monmouth e dagli Scrittori del XII secolo, è stata sostenuta dai nostri antiquari dell'ultimo secolo, e vien seriamente riferita nella pesante storia d'Inghilterra, compilata dal Sig. Carte. (vol. I. p. 147) Egli trasporta però il regno di Coil, immaginario padre di Elena, da Essex alla muraglia di Antonino.

[337.] Eutropio (X. 2.) indica in poche parole la verità, e quello che ha dato luogo all'errore. Ex obscuriori matrimonio ejus filius. Zosimo (1. II. p. 78.) si è attenuto all'opinione la più sfavorevole, ed è stato in ciò seguitato da Orosio. (VII, 25.) Fa maraviglia che Tillemont, Autore instancabile, ma parziale, non abbia fatta attenzione all'autorità di lui. Insistendo sul divorzio di Costanzo, Diocleziano veniva a conoscere la legittimità del matrimonio di Elena.

[338.] Tre sono le opinioni sul luogo della nascita di Costantino. I. Gli antiquari Inglesi eran soliti di fermarsi con compiacenza sopra queste parole del Panegirista di lui: Britannias illic oriendo nobiles fecisti; ma questo celebre passo si applica egualmente bene all'avvenimento di Costantino, che alla nascita del medesimo. II. Alcuni moderni Greci fan nascere questo Principe in Drepano, città situata sul golfo di Nicomedia (Cellario T. II. p. 174), a cui Costantino dette l'onorevol nome di Elenopoli, e che Giustiniano abbellì di superbi edifizi. (Procop. de aedific. V. 2.) Per vero dire è molto probabile, che il padre di Elena avesse un albergo in Drepano, e che Costanzo vi alloggiasse, quando ritornò dalla sua ambasceria in Persia sotto il Regno di Aureliano. Ma nella vita errante d'un soldato, il luogo del suo matrimonio e quello della nascita de' suoi figliuoli hanno pochissimo rapporto l'un con l'altro. III. La pretensione di Naisso è fondata sull'autorità d'uno Scrittore anonimo, l'opera di cui è stata pubblicata alla fine della Storia di Ammiano p. 710, e che faceva generalmente uso di buonissimi materiali. Questa terza opinione è altresì confermata da Giulio Firmico (de Astrologia 1. I. c. 4) che fioriva sotto Costantino. Si son mossi dubbi sulla sincerità, e sull'intelligenza del testo di Firmico, ma l'una di queste due cose è appoggiata ai migliori manoscritti; e l'altra è stata bravamente difesa da Giusto Lipsio de magnitudine Rom. l. IV. c. 11 e Supplimento.

[339.] Litteris minus instructus; l'Anonimo ad Ammian. p. 710.

[340.] Galerio, e forse il suo proprio coraggio, l'espose a gran pericolo. In una disfida si mise sotto i piedi un Sarmata (Anonimo 710) vinse un leone di smisurata grandezza. (Vedi Praxagor. presso Fozio p. 63.) Prassagora filosofo Ateniese avea scritta la vita di Costantino in due libri che ora si son perduti. Egli era contemporaneo di questo Principe.