[486.] Vedi le Antichità di Montfaucon in ogni parte. Fino i rovesci delle monete Greche e Romane spesso erano idolatrici, ma in quest'occasione gli scrupoli de' Cristiani eran sospesi da una passione più forte.
[487.] (Tertullian. de Idol. c. 20, 21, 22.) Se un amico Pagano (nello starnutar per esempio d'alcuno) usava la famigliar espressione, Giove ti salvi, era obbligato il Cristiano a protestar contro la divinità di Giove.
[488.] Si consulti l'opera la più elaborata ma la più imperfetta di Ovidio, vale a dire i Fausti. Egli non oltrepassò i primi sei mesi dell'anno. La compilazione di Macrobio, che porta il nome di Saturnali, non è che una piccola parte del primo libro, che ha qualche rapporto a quel titolo.
[489.] Tertulliano ha composto una difesa, o piuttosto un panegirico della troppo ardita azione di un soldato cristiano, che gettando via la sua corona di lauro, aveva esposto se medesimo ed i suoi fratelli al più imminente pericolo. Dalla menzione, ch'ei fa degl'Imperatori Severo e Caracalla, egli è chiaro, non ostante la brama del Tillemont, che Tertulliano compose il suo trattato de Corona molto tempo avanti che si impegnasse negli errori de' Montanisti. Vedi Memor. Eccl. (Tom. III. p. 384).
[490.] Il primo libro delle Quistioni Tusculane in ispecie, il trattato De Senectute ed il Sogno di Scipione contengono nel più bello stile tutto ciò, che la Greca Filosofia, o il buon senso Romano potea suggerire in quest'oscuro, ed importante soggetto.
[491.] La preesistenza delle anime umane, in quanto almeno tal dottrina è conciliabile con la religione, fu adottata da molti de' Padri Greci e Latini. Vedi Beausobre Hist. du Manicheisme (l. VI. c. 4).
[492.] Vedi Cicerone pro Cluentio c. 61. Cesare ap. Sallust. de bello Catil. c. 50. Giovenale Sat. II. 149, ove così si esprime.
Esse aliquos manes et subterranea regna,
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Nec pueri credunt, nisi qui nondum aere lavantur.