[543.] Il partito aristocratico in Francia, ed in Inghilterra ha fortemente sostenuto l'origine divina de' Vescovi; ma i Preti calvinisti non han voluto soffrire un superiore, ed il Romano Pontefice ha ricusato di riconoscere un uguale. Vedi Fra Paolo.

[544.] Nell'istoria della Gerarchia Cristiana ho per lo più seguitato il dotto ed ingenuo Mosemio.

[545.] Quanto a' Profeti della primitiva Chiesa vedi Mosem. Dissert. ad Hist. Ecles. pertinentes Tom. II. p. 132-208

[546.] Vedi le Epistole di S. Paolo, e di Clemente a' Corintj.

[547.] Hooker Ecclesiast. Polizia. l. VII.

[548.] Vedi Girolamo ad Titum c. 1. ed Epist. 85. (nell'Ediz. Benedettin. 101.) e l'elaborata apologia di Blondello pro sententia Hieronymi. L'antico stato del Vescovo, e de' Preti d'Alessandria, qual è descritto da Girolamo riceve una considerabil conferma dal Patriarca Eutichio (Annal. Tom. I. p. 330. vers. Pocock), di cui non so come possa rigettarsi la testimonianza malgrado tutte le obbiezioni del dotto Pearson nelle sue Vindiciae Ignatianae Part. I. c. II.

[549.] Vedasi l'introduzione all'Apocalisse. I Vescovi sotto il nome di Angeli erano già instituiti in sette Città dell'Asia. Eppure l'Epistola di Clemente (ch'è probabilmente di uguale antichità) non ci conduce a scoprire alcuna traccia d'Episcopato nè a Corinto, nè a Roma.

[550.] Nulla Ecclesia sine Episcopo, è stato un fatto non meno che una massima, fin dal tempo di Tertulliano e d'Ireneo.

[551.] Superate le difficoltà del primo Secolo, troviamo il governo Episcopale universalmente stabilito, finchè restò interrotto dal genio repubblicano de' riformatori Svizzeri e della Germania.

[552.] Vedi Mosemio nel primo e secondo secolo. Ignazio (ad Smyrnaeos c. 3. ec.) esalta con trasporto la dignità Episcopale. Le Clerc (Hist. Eccles. p. 569) censura molto arditamente la di lui condotta. Mosemio con un giudizio più critico (p. 161) sospetta della genuinità eziandio delle più brevi Epistole.