Quinta Conclusione. Fu dovuto alla forma dal governo Ecclesiastico. L'Autore non ne ha trattato, nè apparisce quale rapporto abbia il governo interno colle conversioni degl'Infedeli.
Sesta Conclusione. Fu dovuto all'indifferenza de' Sacerdoti Pagani. La supposizione è contraddetta dalla storia.
Settima Conclusione. Fu dovuto allo Scetticismo del popolo Pagano. La supposizione è contraria al fatto, e lo Scetticismo, di che parla l'Autore, non conduce se non all'incredulità.
Ottava Conclusione. Fu dovuto alle grandi strade delle legioni, all'uniformità della lingua, ed all'unione delle Province sotto un solo Monarca; nel rimanente il Cristianesimo non incontrò alcuno degli ostacoli, che sogliono impedire l'introduzione di una Religione straniera in lontani paesi. Qui l'Autore ha superato se stesso; e noi non vogliamo togliere ad alcuno il piacere d'ammirarlo.
SAGGIO DI CONFUTAZIONE DEL CAP. XVI.
Qui l'Autore si fa a parlare delle persecuzioni sofferte dal Cristianesimo, e prende ad investigarne le cagioni, l'estensione, la durata e le più importanti circostanze, e tutti i suoi sforzi tendono a due oggetti: primo, a mostrar sempre più, che nulla avvi di maraviglioso nello stabilimento di una Religione, ch'ebbe tutto il tempo di crescere e di fortificarsi, prima che si esponesse all'impeto delle persecuzioni, che fu perseguitata lentamente, e che godè molti intervalli considerabili di pace: secondo, è suo impegno di far servire queste stesse cose a giustificare la condotta dei persecutori, e a rovesciare sopra i Cristiani l'odiosità tutta. Nel che egli è stato in parte preceduto dal Signor di Voltaire nella Storia universale, da cui egli ha cavati alcuni suoi materiali. Facciamoci pertanto a considerar le cagioni della persecuzione, che sono l'aver i Cristiani abbandonato il culto nazionale: l'essere stati accusati di ateismo: il segreto delle loro adunanze: i loro costumi calunniati.
L'abbandono del culto nazionale; primo motivo della persecuzione.
Ristretto. Si è osservata la tolleranza religiosa di tutto il genere umano: vediamo ora, come furono trattati gl'intolleranti Giudei per giudicare delle vere cagioni, per le quali fu perseguitato il Cristianesimo, che adottò la stessa intolleranza. I Giudei, dopo la distruzione di Gerusalemme, da Nerone sino ad Antonino Pio, spesso si rivoltarono contro i Romani; ma mediante la general tolleranza del politeismo e il dolce carattere dell'ultimo Imperatore si restituirono loro gli antichi privilegi. Giacchè questi, benchè rigettassero con abborrimento la Divinità de' loro Sovrani, godevano il libero esercizio della loro Religione insocievole, perchè non furono tollerati i Cristiani? La differenza è chiara: i Giudei formavano una nazione, i Cristiani una setta. Essendo stata ricevuta la legge Mosaica per molti secoli da una numerosa società, quelli che l'osservavano, si giustificavano coll'esempio del genere umano; laddove i Cristiani violavano le istituzioni religiose del proprio paese: ed i filosofi non concepivano che si dovesse esitare a conformarsi al culto stabilito, come ai costumi, all'abbigliamento ed al linguaggio della patria.