[26.] Vedasi nel 18 e 25 capitolo degli Atti Apostolici la condotta di Gallione, Proconsole dell'Acaia, e di Festo, Procurator della Giudea.
[27.] Nel tempo di Tertulliano e di Clemente Alessandrino la gloria del martirio si ristringeva a S. Pietro, a S. Paolo, ed a S. Giacomo. I Greci più moderni bel bello l'attribuirono al resto degli Apostoli, e prudentemente scelsero per teatro della lor predicazione e de' lor tormenti qualche remoto paese di là da' confini del Romano Impero, Vedi Mosemio p. 81, e Tillemont Mémoires Eccles. Tom I. p. III.
[28.] Tacit. Annal. XV. 38, 44. Sueton. in Neron. c. 38. Dion. Cass. l. LXII. p. 1014. Oros. VII. 7.
[29.] Il prezzo del grano (probabilmente del Modio) fu ridotto a tre Nummi, che può equivalere a circa quindeci Scellini per sacco Inglese.
[30.] Noi possiam osservare, che Tacito fa menzione di tal fama con diffidenza molto conveniente e dubbiezza, mentre essa viene avidamente descritta da Svetonio, e solennemente confermata da Dione.
[31.] Questa sola testimonianza è sufficiente a dimostrar l'anacronismo degli Ebrei, che pongon la nascita di Cristo quasi cent'anni più presto (Basnage Hist. des Juifs l. V. c. 14, 15.). Possiamo apprendere da Gioseffo (Antiq. XVIII. 3) che il tempo, in cui fu Procuratore Pilato, corrisponde agli ultimi dieci anni di Tiberio dall'anno di Cristo 27 al 37. Quanto all'epoca particolare della morte di Cristo, una tradizione molto antica la fissa ai 25 di Marzo dell'anno 29 sotto il Consolato de' due Gemini (Tertullian. adv. Judaeos c. 8.). Questa data che si adotta dal Pagi, dal Cardinal Noris e dal Le Clerc, sembra per lo meno tanto probabile, quanto l'Era volgare, che (non so per quali congetture) li pone quattro anni più tardi.
[32.] Odio humani generis convicti. Queste parole possono significare l'odio del genere umano contro i Cristiani, o l'odio, de' Cristiani contro il genero umano. Ho preferito quest'ultimo senso, come il più conforme allo stile di Tacito ed all'error popolare, di cui un precetto del Vangelo (Vedi Luca XIV. 26) era forse stato l'innocente occasione. Giustificato viene il mio interpretamento dall'autorità di Lipsio; da quelle de' traduttori di Tacito, Italiani, Francesi e Inglesi, dall'autorità di Mosemio (p. 102), di Le Clerc (Hist. Eccles. p. 427), del Dottore Lardner (Testimon. vol. I. p. 345) e del vescovo di Glocester (Legat. Div. vol. III. p. 38). Ma poichè il vocabolo convicti non si unisce molto felicemente col rimanente della sentenza, Giacomo Gronovio ha anteposto di leggere conjuncti, seguendo l'autorità del prezioso Codice di Firenze.
[33.] Tacit. Annal. XV. 44.
[34.] Nardini Roma antica p. 387. Donatus de Roma antiqua l. III. p. 449.
[35.] Sueton. in Neron. c. 16. L'epiteto di malefica, il quale alcuni sagaci Comentatori traducono magica, più ragionevolmente risguardasi da Mosemio come sinonimo dell'exitiabilis di Tacito.