[193.] Atanasio nella sua Epistola intorno a' Sinodi di Seleucia e di Rimini (Tom. I. p. 886-905) ha dato un'ampia lista di simboli Arriani, ch'è stata accresciuta e migliorata dalle fatiche dell'instancabile Tillemont. Memoir. Eccl. T. VI. p. 471.

[194.] Erasmo ha descritto con ammirabil buon senso e libertà il giusto carattere d'Ilario. Gli editori Benedettini si son limitati a rivederne il testo, a comporre gli annali della sua vita, ed a giustificarne i sentimenti e la condotta.

[195.] Absque Episcopo Eleusio, et paucis cum eo; ex majore parte Asianae decem provinciae, inter quas consisto, vere Deum nesciunt. Atque utinam penitus nescirent! Cum procliviore enim venia ignorarent, quam obtrectarent. Hilar. de Sinod, sive de Fide Orient. c. 63. p. 1186 edit. Bened. Nel celebre Paralello fra l'ateismo e la superstizione, il Vescovo di Poitiers sarebbe restato sorpreso di trovarsi nella filosofica società di Bayle e di Plutarco.

[196.] Hilar. ad Constantium lib. II. c. 4. 5. p. 1227. 1228. Questo notabile passo meritò l'attenzione di Locke che lo trascrisse, Vol. III. p. 470, nel modello del suo nuovo Repertorio.

[197.] Appresso Filostorgio, lib. III. c. 15, il carattere e le avventure di Aezio sembrano assai singolari, quantunque siano con tutta la cura addolcite dalla mano d'un amico. Il Gottofredo editore di Filostorgio, p. 153, che era più attaccato a' propri principj che all'autore, ha raccolte le odiose circostanze, che i diversi avversari di lui hanno conservato o inventato.

[198.] Secondo il giudizio d'uno che rispettava ambidue quei Settari, Aezio era dotato d'un ingegno più forte, ed Eunomio aveva acquistato più arte ed erudizione. Philostorg. lib. VIII. c. 18. La confessione e l'apologia d'Eunomio Fabric. Bibl. Graec. Tom. VIII. p. 258-305 è una delle poche opere ereticali che ci sian rimaste.

[199.] Pure secondo l'opinione d'Estio e di Bull (p. 297) v'è una facoltà, cioè quella della creazione, che Dio non può comunicare ad una creatura. Estio, che sì esattamente determina i confini dell'onnipotenza, era Olandese di nascita, e di professione Teologo Scolastico. Dupin Bibl. Eccles. Tom. XVII. p. 45.

[200.] Sabino (ap. Socrat. lib. II. c. 39.) ne ha copiati gli atti; Atanasio ed Ilario hanno spiegato le divisioni di questo Sinodo Arriano: le altre circostanze relative al medesimo si sono esattamente raccolte dal Baronio e dal Tillemont.

[201.] Fideli et pia intelligentia, de Synod. c. 77. p. 5193. Nelle sue brevi note apologetiche (pubblicate per la prima volta da' Benedettini da un MS. di Chartres) osserva che usò questa cauta espressione, qui intelligerem et impiam, p. 1206. Vedi p. 1146. Filostorgio, che vedeva questi oggetti per un diverso mezzo, è disposto a dimenticare la differenza dell'importante dittongo. Vedi in particolare VIII. 17. e Gottofred. p. 352.

[202.] Testor Deum coeli atque terrae me cum neutrum audissem, semper tamen utrumque sensisse... Regeneratus pridem et in Episcopatu aliquantisper manens, fidem Nicaenam nunquam nisi exulaturus audivi. Hilar. de Sinod. c. 91. p. 1205. I Benedettini son persuasi, ch'egli governasse la Diocesi di Poitiers varj anni avanti il suo esilio.