[368.] Si conservava sempre tal venerazione per li rispettabili nomi della repubblica, che il Pubblico fu sorpreso, e scandalizzato nell'udir Tauro, citato come reo, sotto il consolato di Tauro. La citazione del collega Florenzio probabilmente fu differita fino al principio dell'anno seguente.
[369.] Ammiano XX. 7.
[370.] Intorno ai delitti ed alla punizione di Artemio, vedi Giuliano (Epist. X p. 379) ed Ammiano (XXII. 6 e Vales. ivi). Il merito di Artemio, che consiste nell'aver demolito templi, ed essere stato posto a morte da un apostata, ha tentato le Chiese Greca e Latina ad onorarlo come un martire. Ma l'istoria ecclesiastica afferma ch'egli non solo fu un tiranno, ma anche un Arriano, onde non è troppo agevole il giustificare questa promozione indiscreta. Tillemont, Mem. Eccl. T. VII. p. 1319.
[371.] Vedi Ammiano XXII. 6. Valesio Iv. il Cod. Teodosiano lib. II. Tit. XXXIX. leg. 1 e Gottofredo Comment. Iv. Tom. 1. v. 218.
[372.] Il presidente di Montesquieu (Consider. sur la Grand. des Rom. c. 14. nelle sue opere Tom. III. p. 448. 449) scusa tal minuta, ed assurda tirannia col supporre, che azioni le più indifferenti a' nostri occhi dovevano eccitare in una mente Romana l'idea di delitto e di pericolo. Questa strana apologia vien sostenuta da una strana mal'interpretazione delle leggi Inglesi: Chez une nation.... où il est défendu de boire à la santé d'une certaine personne.
[373.] La clemenza di Giuliano, e la cospirazione, che si formò contro di lui ad Antiochia, si descrivono da Ammiano (XXII 9, 10 c. Vales. Iv.) e da Libanio (Orat. parent. c. 99. p. 323).
[374.] Secondo alcuni, dice Aristotile (come vien citato da Giuliano ad Themist. pag. 261), la forma d'un assoluto Governo, la παμβασιλεια è contraria alla natura. Sì il Principe, che il Filosofo però vogliono avvolger questa verità eterna in un'artificiosa elaborata oscurità.
[375.] Tal sentimento è espresso quasi nei termini di Giuliano medesimo. Ammiano XXII. 10.
[376.] Libanio (Orat. Parent. c. 95, p. 320) che fa menzione del desiderio, e del disegno di Giuliano indica in un misterioso linguaggio θεων, ουτω γνοντων..... αλλ’ ην αμεινον ὁ κωλυων Così disponendo gli Dei.... Ma era miglior consiglio quello d'impedirlo che l'Imperatore fu ritenuto da qualche speciale rivelazione.
[377.] Juliano in Misopogon p. 343. Siccome non abolì mai con alcuna pubblica legge i superbi nomi di despota, o dominus, questi tuttavia sussistono nelle sue medaglie (Du Cange Fam. p. 38, 39); ed il privato dispiacere, che affettava d'esprimere, non fece che dare uno stile diverso alla servil maniera della Corte. L'Ab. della Bleterie (Hist. de Jovien. Tom. II p. 99-102) ha curiosamente investigato l'origine, ed il progresso della parola dominus sotto il governo Imperiale.