[392.] Vedasi questa lunga invettiva, ch'è stata con poco senno divisa in due Orazioni nelle Opere di Gregorio Tom. I p. 49-134. Parigi 1630. Fu pubblicata da Gregorio, e dal suo amico Basilio (IV. p. 133) circa sei mesi dopo la morte di Giuliano, quando fu trasportato il suo corpo a Tarso (IV. p. 120), mentre Gioviano era tuttora sul Trono (III. p. 54. IV. p. 117). Io ho tratto grand'aiuto da una traduzione Francese, e dalle note impresse a Lione nel 1735.

[393.] Nicomediae ab Eusebio educatus Episcopo, quem genere longius contingebat. Amminano XXII. 9. Giuliano non dimostra mai gratitudine alcuna verso l'Arriano Prelato; ma celebra l'eunuco Mardonio suo precettore, e descrive la sua maniera d'educarlo, che inspirò nell'allievo una forte ammirazione pel genio, e forse per la religione d'Omero. Misopogon p. 351. 352.

[394.] Gregor. Nazianz. III. p. 70. Egli procurò di cancellare quel santo segno nel sangue, forse, d'un Taurobolo. Baron. Annal. Eccl. an. 361. n. 3. 4.

[395.] Giuliano stesso (Epist. 51. p. 454.) assicura gli Alessandrini, ch'egli era stato Cristiano (deve intendere sincero) fino all'età di vent'anni.

[396.] Vedi la sua cristiana ed eziandio ecclesiastica educazione presso Gregorio (III. p. 58.), Socrate (l. II. c. 1.) e Sozomeno (IV. c. 2). Poco mancò che non fosse un Vescovo, e forse un Santo.

[397.] La parte dell'opera, ch'era toccata a Gallo, fu proseguita con vigore e buon successo; ma la terra ostinatamente rigettava e distruggeva le moli che s'erigevano dalla sacrilega mano di Giuliano. Greg. III. p. 59. 60. 61. Questo parzial terremoto, attestato da molti spettatori viventi, dovrebbe essere uno de' più chiari miracoli nell'Istoria Ecclesiastica.

[398.] Il Filosofo (Fragm. p. 288.) mette in ridicolo le catene di ferro di questi solitari fanatici (Vedi Tillemont. Mem. Eccl. Tom. IX. p. 661. 662.), che s'eran dimenticati, che l'uomo è di sua natura un animale gentile e socievole, ανθρωπου, φυσει πολιτικου ζωου και ἡμερτου. Il Pagano suppone ch'essi fossero posseduti e tormentati da' cattivi spiriti, perchè avevano rinunziato agli Dei.

[399.] Vedi Giuliano ap. Cirill. l. VI. p. 206. l. VIII. p. 253-262. Voi perseguitate, dic'egli, quegli Eretici, che non piangono l'uomo morto precisamente nel modo che voi approvate. Egli si dimostra tollerabil teologo; ma sostiene, che la Trinità Cristiana non è derivata dalla dottrina di Paolo, di Gesù, o di Mosè.

[400.] Liban. Orat. parent. n. 9. 10. p. 232. Greg. Naz. Orat. III, p. 61. Eunap. Vit. sophist. in Maximo p. 68. 69. 70. Edit. Commelin.

[401.] Un moderno Filosofo ha ingegnosamente paragonate le differenti operazioni del Teismo, e del Politeismo, rispetto al dubbio e alla persuasione che producono nello spirito umano. Vedi Hume Sagg. II. p. 444, 457 in 8. Edit. 1777.