[461.] Le orazioni della Liturgia quasi tutte terminano con la clausula: Per Dominum nostrum J. Christum etc.
[462.] Certum est, quod hac interpellatione adoratio illa, et cultus, qui soli Deo debetur non imminuitur; cum Sanctos Dei non ut Deos, et largitores bonorum, sed ut Condeprecatores, et Impetratores appellemus. Cassand. Cons. art. 21. Tuttavolta M. Fell Vescovo di Oxford si ostina ad asserire = Deos, qui rogat (Martyres) ille facit = Ditemi in grazia: a pregare un ministro, perchè sostenga una supplica presentata a S. M. Britannica, si divien forse rei di alto tradimento?
[463.] Quis umquam auditus in precibus aut Litaniis dixisse Sanctae Raliquiae orate pro me? Eppur una tal manifesta calunnia dei Centurioni Magdeb. è ripetuta dal Sig. Gibbon. Vedi il Bellarm., de Reliq. C. 2. in f.
[464.] Trident. sess. 25. De invocat etc.
[465.] O convien credere accetto a Dio il culto dei Santi, e delle loro Reliquie, o bisogna negar tutti fino ad uno i miracoli, che si raccontano operati da Esso a favore di chi ha praticato un tal culto. Quest'ultimo partito, che è quel di Daillé e del Sig. Gibbon (N. 1) porta ad ammettere non solo una credulità, ed una stupidezza (appena scusabile in un fanciullo) ma eziandio una frode, ed un manifesto carattere d'impostura in S. Ambrogio, S. Agostino, S. Ilario, S. Paolino, S. Gio. Grisostomo, S. Asterio, Teodoreto, Eulogio, ed altri senza numero, tutti insigni per antichità, per integrità, e per ingegno e dottrina. Vedi il Petav., de Incarn. Lib. 15. C. 13. Son forse tutti i prodigi narrati da essi impossibili, inverisimili, e senza esempio nelle S. Scritture? Colui che volle onorare S. Pietro e S. Paolo ancor racchiusi in carcere mortis hujus, operando prodigi per mezzo dell'Ombra di questo (Act. Cap. 5 ), e delle cose state al contatto del corpo di questo (Act. C. 19) sarà cosa impossibile, strana e ridicola, che gli abbia operati per mezzo dei vasi posseduti sino alla morte in honorem da quei medesimi Santi, dopo averli coronati nel Cielo? Vedi il T. 2. de Unit. Eccl. lib. 12. C. 29. Fratr. Walenburch. e l'A. Anon., dell'Arte di pensare. P. 4. C. 14.
[466.] Trid. sess. 22. C. 5 de Sacr. Mis. Vedi il bel Catech. di M. Giorgio Berger. Vesc. di Montpellier sulla materia in questione.
[467.] Vedi l'Avvertim. all'Esposizione nell'Ediz. di Venez. del 1713.
[468.] Molti altri hanno sfogato il loro veleno contro la Chiesa. Vedi Alberto Fabric., Bibliogr. antiq. Cap. 4. N. 6. etc.
[469.] Adv. Vigilant. Ed. Paris T. 4, p. 284. Vedi la dotta Dissert. de Veterum quorumd. Christianor. nominibus del Ch. Padre Passini. Venet. 1772 ed il Gaetano 2. II. Quaest. 86. Art. 1.
[470.] Baron., in Annotat. ad Martyrolog. R. ad d. 2. Febr., Annal. ad Ann. 45. p. 273. Venet. Ed. 1705.