[913.] Tacit. Annal. III, 53. Le ricerche sull'amministrazione delle terre presso i Romani (p. 351, 361) fissano chiaramente il progresso dell'interna decadenza.

[914.] È descritta eloquentemente in prosa ed in versi da un Poeta Francese (Les mois Tom. 2. p, 174-206. Edit. in 12) una carestia, che afflisse l'Italia nel tempo dell'irruzione d'Odoacre Re degli Eruli. Io non so donde abbia egli tratto le sue notizie; ma son certo, che racconta de' fatti incompatibili con la verità dell'Istoria.

[915.] Vedasi la lettera 39 di S. Ambrogio, qual è citata dal Muratori nelle Antichità Italiane Tom. I. Diss. XXI. p. 354.

[916.] Aemilia, Tuscia, ceteraeque provinciae, in quibus hominum prope nullus existit. Gelas. Epist. ad Andromachum ap. Baron. Annal. Eccl. An. 496, n. 36.

[917.] Verumque confitentibus lati fundia perdidere Italiam. Plin. Hist. natur. XVIII. 7.

[918.] Tali sono le formule di consolazione, o piuttosto di pazienza, che Cicerone (ad Familiar. lib. IX. epist. 17) suggerisce a Papirio Peto suo amico sotto il militar dispotismo di Cesare. L'argomento però del vivere pulcherrimum duxi è con maggior forza diretto ad un Filosofo Romano, che godeva la libera alternativa della vita o della morte.

Nota del Trascrittore

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