[14.] Rufin. c. 5, in vit. Patrum p. 459. Ei la chiama Civitas ampla valde, et populosa, e vi conta dodici chiese, Strabone (lib. XVII. pag. 1166), ed Ammiano (XXII. 16) hanno fatto onorevol menzione d'Ossirinco, gli abitanti di cui adoravano un piccol pesce in un magnifico Tempio.
[15.] Quanti populi habentur in urbibus, tantae pene habentur in desertis multitudines monachorum. Rufin. c. 7, in vit. Patr. p. 461. Esso applaudisce al fortunato cambiamento.
[16.] Si fa menzione accidentalmente dell'introduzione della vita monastica in Roma, ed in Italia da Girolamo (Tom. I. p. 119, 120, 199).
[17.] Vedi la vita d'Ilarione, scritta da S. Girolamo (T. I. p. 241, 252). Le storie di Paolo, d'Ilarione, e di Malco son raccontate mirabilmente dal medesimo autore; e l'unico difetto di questi piacevoli componimenti è la mancanza di verità, e di senso comune.
[18.] La prima sua ritirata fu in un piccol villaggio sulle rive dell'Iri, non molto distante da Neocesarea. I dieci o dodici anni della sua vita monastica furono disturbati da lunghe, e frequenti distrazioni. Alcuni critici hanno posto in dubbio l'autenticità delle sue regole ascetiche; ma sono di gran peso le prove estrinseche, che se ne adducono, ed essi non possono dimostrare se non che quella è opera d'un vero o finto entusiasta. Vedi Tillemont Mem Eccl. Tom. IX. p. 636, 644. Helyot His. des Ord. Mon. Tom. I. p. 175, 181.
[19.] Vedasi la sua Vita, ed i tre Dialoghi di Sulpicio Severo, il quale asserisce (Dial. t. 16) che i librai di Roma furono ben contenti della pronta e facile vendita della sua opera popolare.
[20.] Quando Ilarione navigò da Paretonio al Capo Pachino, offrì di pagare il suo trasporto con un libro degli Evangeli; Postumiano, Monaco della Gallia, che avea visitato l'Egitto, trovò una nave mercantile, che partiva d'Alessandria per Marsiglia, e fece il suo viaggio in trenta giorni (Sulp. Sev. Dial. I. 2). Atanasio, che indirizzò la vita di S. Antonio a' Monaci stranieri, fu costretto ad affrettare la sua opera, affinchè fosse pronta per la partenza delle flotte Tom. 2. p. 451.
[21.] Vedi Girolamo Tom. I. p. 126, Assemanni Bibl. Or. Tom. IV. p. 92, 857, 919, e Geddes Istor. Eccles. d'Etiopia 29, 30, 31. I Monaci Abissini stanno molto rigorosamente attaccati al primitivo Istituto.
[22.] Britannia di Cambden Vol. I. p. 666, 667.
[23.] L'Arcivescovo Usserio nelle sue Britannicar. Eccles. antiquitat. (Cap. XVI. p. 425, 503) espone copiosamente tutta quell'erudizione, che può trarsi da' rimasugli de' secoli oscuri.