[326.] Era figlio d'Ottone, figlio di Lodolfo, a favore del quale era stato istituito il Ducato di Sassonia. A. D. 858. Ruotgero il biografo di S. Brunone, (Bibl. Bunavianae Catalog., t. III. vol. II. p. 679) dipinge nella più bella sembianza la famiglia di questo principe. Atavorum atavi usque ad hominum memoriam omnes nobilissimi; nullus in eorum stirpe ignotus, nullus degener facile reperitur. (Apud Struvium, Corp. Hist. german. p. 216). Per altro Gundling (in Henrico Aucupe) non crede che discendesse da Vitichindo.
[327.] Vedi il trattato di Conringio (De finibus imperii germanici, Francfort, 1680, in 4.). Confuta le idee stravaganti che alcuni han voluto darci dell'estensione dell'Impero di Roma e dei Carlovingi; discute con moderazione i diritti della Germania, quelli de' suoi vassalli e dei vicini.
[328.] La forza dell'uso mi costringe a porre Corrado I ed Enrico I l'Uccellatore nel novero degl'Imperatori, titoli che quei Re della Germania non presero mai. Gl'Italiani, per esempio Muratori, sono più scrupolosi e più esatti, e non contano che i principi coronati a Roma.
[329.] Invidiam tamen suscepti nominis C. P. imperatoribus super hoc indignantibus magna tulit patientia, vicitque eorum contumaciam.... Mittendo ad eos crebras legationes, et in epistolis fratres eos appellando. (Eginardo c. 28. p. 128). E forse per cagion loro affettò egli qualche ripugnanza coll'esempio d'Augusto a ricevere l'Impero.
[330.] Teofane parla dell'incoronazione e dell'unzione di Carlo Καρουλλος (Chronograph. p. 399), e del suo trattato di matrimonio con Irene (p. 102) ignoto ai Latini. Il Signor Gaillard riporta i negoziati di questo principe coll'Impero greco (t. II, p. 446-468).
[331.] Osserva benissimo il Signor Gaillard, che quest'apparato non era che una specie di farsa da fanciulli, ma che per altro era fatta al cospetto e in grazia di fanciulli grandi.
[332.] Si raffronti nei testi originali raccolti dal Pagi (t. III. A. D. 812. num. 7. A. D. 824, num. 10 ec.) la figura che fa Carlomagno e quella del figlio. Quando gli ambasciatori di Michele, i quali per altro furono riprovati, si volsero al primo, more suo, id est lingua graeca laudes dixerunt, imperatorem eum et βασιλεα appellantes, e all'ultimo applicarono quest'espressione: vocato Imperatori Francorum, etc.
[333.] Vedi questa lettera nei Paralipomena dell'anonimo autore Salernitano (Script. Ital. t. II par. II. p. 243 254 c. 93-107) che fu scambiato da Baronio (A. D. 871. num. 51-71) per Erchemperto, quando lo copiò negli Annali.
[334.] Ipse enim vos, non imperatorem id est βασιλεα sua lingua, sed ob indignationem Ρηγα, id est regem nostra vocabat. (Luitprando, in Legat. in script. Ital., t. II. part. I p. 479). Il Papa esortò Niceforo, Imperator dei Greci, a pacificarsi con Ottone, Augusto Imperator de' Romani. Quae inscriptio secundum Graecos peccatoria et temeraria.... Imperatorem inquiunt, universalem, Romanorum, Augustum, magnum, solum, Nicephorum, (p. 486).
[335.] Si trova l'origine e i progressi del titolo di Cardinale nel Tomassino (Discipline de l'Eglise, t. I. p. 1261-1298), nel Muratori (Antiquitat. Italiae medii aevi, t. VI, Dissert. 61, p. 159-182) e nel Mosheim (Instit. Hist. eccles., p. 345-347), il quale indica esattamente le forme della elezione e i cangiamenti successivi. I Cardinali vescovi, tanto rispettati da Pier Damiano, sono caduti a livello degli altri Membri del Sagro Collegio.