[654.] Giustiniano, dice lo storico Agatia (l. V, p. 157), πρωτος Ρωμαιων αυτοκρατωρ ονοματι και πραγματι, e di nome e di fatti primo imperator de' Romani. Gli imperatori di Bisanzio non presero per altro il titolo formale di imperatori dei Romani, se non dopo il tempo che vollero pretenderlo gli imperatori Francesi e Tedeschi dell'antica Roma.
[655.] Costantino Manasse ha scritto contro questo divisamento in versi barbari.
Την πολιν την βασιλειαν αποκοσμησαι θελων,
Και την αρχην χαθισασθαι τριπεμπελω Ρωμη,
Ως ειτις αθροστολιστον αποκοσμεσει νυμφην,
Και γραυν τινα τρικοθωνον ως κορην ωραισει.
volendo spogliare la città regina, e gratificare della primazia la decrepitissima Roma, come chi spogliasse una sfarzosissima sposa per ornare come una fanciulla una vecchiaccia dell'età di tre cornacchie. Ed è confermato da Teofane, Zonara, Cedreno, e dall'Historia Miscella: voluit in urbem Romani imperium transferre (l. XIX, p. 157), in t. I, part. I, degli Script. rerum ital. del Muratori.
[656.] Paolo Diacono, l. V, c. II, p. 480; Anastasio, in vitis Pontificum, nella raccolta del Muratori, t. III, part. I, pag. 141.
[657.] Si consultino la prefazione del Ducange (ad Gloss. graec. medii aevi) e le Novelle di Giustiniano (VII, LXVI). Dicea l'imperatore che la lingua greca era κοινος, comune, la latina πατριος, nativa, per lui, e finalmente che ella era κυριωτατος, imperialissima pel πολιτειας σχημα, sistema del governo.
[658.] Ου μεν αλλα και Λατινικη λεξις και φρασις εις επι τους νομους κρυπτουσα τους συνειναι ταυτην μη δυναμενους ισχυρους απετειχιξε Non certamente anche una frase e dizione latina ascondendo le leggi rendette bravi quelli che non potevano averla familiare (Matth. Blastares, Hist. jur., apud. Fabric., Bibl. graec., t. XII, p. 369). Il Codice e le Pandette furono tradotte ai tempi di Giustiniano (p. 358-366). Fu Taleleo che pubblicò la versione delle Pandette. Teofilo, uno de' tre primi giureconsulti a cui Giustiniano commise questo lavoro, ha lasciato una parafrasi elegante ma prolissa dell'Instituta. Giuliano per altro (A. D. 570) CXX Novellas graecas eleganti latinitate donavit (Eineccio, Hist. J. R., p. 396), per uso dell'Italia e dell'Affrica.