[669.] V. gli articoli particolari di quei Greci moderni nella biblioteca greca di Fabricio, Opera dotta ma suscettiva di miglior metodo e di molti miglioramenti. Fabricio parla d'Eustazio (t. I, p. 289-292, 306-329), di Pselli (Diatribe de Leon Allatius, ad calcem, t. 5), di Costantino Porfirogeneta (t. VI, p. 486-509), di Giovanni Stobeo (t. VIII, p. 665-728), di Suida (t. IX, p. 620-827), di Giovanni Tzetze (t. XII, p. 245-273). Il Signor Harris, nei suoi Philological Arrangements (Opus senile), ha dato un abbozzo di questa letteratura dei Greci di Bisanzio (p. 287-300).
[670.] Gerardo Vossio (De poetis graecis, c. 6) ed il le Clerc (Bibliothèque choisie, t. XIX, p. 285) fan cenno, dietro l'oscura testimonianza o le ciarle del volgo, d'un commentario di Michele Psello sulle ventiquattro commedie di Menandro, che sussistevano manoscritte in Costantinopoli. Questi lavori classici non paiono compatibili colla gravità d'un erudito paziente, che sveniva sulle categorie (De Psellis, p. 42), ed è probabile che siasi confuso Michele Psello con Omero Sellio, che avea scritto gli argomenti delle commedie di Menandro. Suida nel duodecimo secolo numerava cinquanta commedie di questo autore; ma trascrive spesso l'antico Scoliasta d'Aristotile.
[671.] Anna Comnena ha potuto insuperbirsi della purezza del suo grecizzare (το Ελληνιζειν ες ακρον εοπουδακυια, studiosissima a cogliere il fiore della lingua greca), e Zonara, contemporaneo ma non adulatore di lei, ha potuto aggiungere con verità γλωτταν ειχεν ακθιβως Αττικιζουσαν, possedette la lingua assolutamente attica. La principessa conoscea bene i Dialoghi dottissimi di Platone, il τετρακτυς o il quadrivio dell'astrologia, la geometria, l'aritmetica e la musica. V. la sua prefazione dell'Alessiade colle note del Ducange.
[672.] Il Ducange, per criticare il gusto degli autori bisantini (Praef. Gloss. graec., p. 17), accumula le autorità d'Aulio Gellio, di Girolamo Petronio, di Giorgio Amartolo, e di Longino, che davano ad un'ora il precetto e l'esempio.
[673.] I versus politici, quei prostituti, che, come dice Leone Allazio, per la loro facilità si danno in braccio a tutti, aveano per lo più quindici sillabe; furono usati da Costantino Manasse, da Giovanni Tzetze ec. (V. il Ducange, Gloss. latin., t. III, part. I, p. 345, 346, ediz. di Basilea, 1762).
[674.] S. Bernardo è l'ultimo Padre della chiesa Latina, e San Giovanni Damasceno, che fiorì nell'ottavo secolo, è venerato come l'ultimo della chiesa Greca.
[675.] Essais di Hume, vol. I, p. 125.
Nota del Trascrittore
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