Moribus et lingua, quoscunque venire videbant,
Informant propria; gens efficiatur ut una.
e altrove quando parla de' venturieri Normanni, in cotal guisa si esprime.
Pars parat, exiguae vel opes aderant quia nullae;
Pars quia de magnis majora subire volebant.
[178.] Luitprand., in Legatione, p. 485. Il Pagi ha schiarito questo avvenimento seguendo il manoscritto storico del Diacono Leone (t. IV, A. D. 965, n. 17-19).
[179.] V. la Cronaca araba della Sicilia, nel Muratori (Script. rerum italic., t. I, p. 253).
[180.] V. Gioffredo Malaterra che narra la guerra della Sicilia e la conquista della Puglia (l. I, c. 7, 8, 9-19), Cedreno, (tom. II, p. 741-743, 755, 756) e Zonara (tom. II, p. 237, 238) descrivono gli avvenimenti medesimi: e poichè i Greci si erano già avvezzi alle umiliazioni, una sufficiente imparzialità scorgesi ne' loro racconti.
[181.] Cedreno specifica il ταλμα ordinanza militare dell'Obsequium (Phrygia) e il μεθος parte, de' Tracesii (Lydia), v. Costantino (De Thematibus, 1, 3, 4, con la carta del Sig. Delisle); e chiama indi i Pisidii, e i Licaonii col predicato foederati.