[383.] Guglielmo di Tiro (l. I, c. 8, p. 634) si dà molta briga nell'ingrandire i mali che i Cristiani soffrivano. I Turchi pretendeano un aureus da ciascun pellegrino. Il caphar de' Franchi è oggidì di quattordici dollari, nè di tal volontaria tassa l'Europa lamentasi.

[384.] L'origine del vocabolo Picard, e per conseguenza di Picardie, non più remota del duodicesimo secolo, è affatto singolare, e deriva da un scherno, meramente accademico, sugli studenti dell'università di Parigi, venuti dalle frontiere della Francia, o della Fiandra, ai quali a motivo della indole loro litigiosa fu attribuito l'epiteto di Picards. (Valois, Notitia Galliarum, pag. 447; Longuerue, Descript. de la France, pag. 54).

[385.] Guglielmo di Tiro (l. I, c. 11, p. 637, 638) descrive così l'Eremita: Pusillus, personna contemplibilis, vivacis ingenii, et oculum habens perspicacem gratumque, et sponte fluens ei non deerat eloquium. (V. Alberto d'Aix, p. 185; Giberto, p. 482; Anna Comnena in Alex., l. X, p. 284 ec., e le Note del Ducange, p. 349).

[386.] Ultra quinquaginta millia, si me possunt in expeditione pro duce et pontifice habere, armata manu volunt in inimicos Dei insurgere, et ad sepulchrum Domini ipso ducente pervenire. (Greg. VII, epist. 2, 31, t. XII, p. 322, Concil.).

[387.] V. le vite originali di Urbano II, scritte da Pandolfo Pisano, e da Bernardo Guido nel Muratori (Rerum ital. script., t. III, part. I, 352, 353).

[388.] Cotesta donna è conosciuta sotto i nomi di Prasse, Euprecia, Eufrasia e Adelaide. Ella era figlia di un principe russo, e vedova di un Margravio di Brandeburgo (Struw, Corp. Hist. german. p. 340).

[389.] Henricus odio eam coepit habere: ideo incarceravit eam, et concessit ut plerique vim ei inferrent; imo filium hortans ut eam subagitaret (Dodechin, Continuat. Marian. Scot., apud Baron., A. D. 1092 n. 4), e nel Concilio di Costanza, da Bertoldo, rerum inspector viene indicata; quae se tantas et tam inauditas fornicationum spurcitias, et a tantis passam fuisse conquesta est, etc. e indi a Piacenza: satis misericorditer suscepit, eo quod ipsam tantas spurcitias non tam commisisse, quam invitam pertulisse, pro certo cognoverit papa cum sancta synodo (Ap. Baron. A. D. 1093, n. 4, 1094, 3). Bizzarro argomento alle infallibili decisioni di un Pontefice e di un Concilio![*]. Cotali abbominazioni ripugnano a tutti i sentimenti della natura umana, cui non può alterare una contesa che alla mitra e all'anello si riferisca. Sembra ciò nullameno che questa femmina sciagurata si lasciasse indurre dai preti a raccontare, o ad attestare colla propria sottoscrizione alcuni fatti obbrobriosi per essa e per suo marito ad un tempo.

* I cattivissimi costumi di quel tempo davano tali sospetti ai Concilj, che per mancanza di buone leggi, di saggia politica, d'illuminati magistrati, e in somma d'incivilimento, dovevano udire tali cose, e rimediarvi, e giudicarne: di que' secoli di mezzo, disse dottamente il Sabellico, ed abbiam noi maggior diritto di dirlo, giacchè di molto andarono innanzi le scienze, da Sabellico a noi: stupor et amentia quaedam oblivioque morum invaserant hominum animos. (Nota di N. N.)

[390.] V. la Descrizione e gli Atti del Sinodo di Piacenza (Concil. t. XII, p. 821 ec.).

[391.] Giberto, nato in Francia tesse egli stesso l'elogio del valore e della pietà di sua nazione, la quale co' detti e coll'esempio predicò la Crociata: Gens nobilis, prudens, bellicosa, dapsilis et nitida.... Quos enim Britones, Anglos, Ligures, si bonis eos moribus videamus, non illico Francos homines appellemus? (pag. 478). Egli medesimo per altro confessa che la vivacità de' suoi compatriotti degenera in vane millanterie (pag. 502), e in petulanza verso gli estranei (p. 483).