[596.] Intorno al regno latino di Gerusalemme V. Guglielmo di Tiro, (l. IX-XXII), Giacomo di Vitry (Hist. Hieros., l. I) e Sanuto (Secreta fidelium crucis, lib. III, part. VI, VII, VIII, IX).

[597.] Templarii ut apes bombabant, et Hospitalarii ut venti stridebant, et barones se exitio offerebant et Turcopoli (le truppe leggiere de' Cristiani) semetipsi in ignem injiciebant (Ispahani de expugnatione Kudsitica, p. 18, presso Schultens). Questo saggio di araba eloquenza è diverso alquanto dallo stile di Senofonte.

[598.] I Latini affermano che Raimondo avea tradito i Cristiani; gli Arabi lo danno a credere; ma se di questi, egli avesse abbracciata la religione, sarebbe stato posto dai Maomettani nel novero de' loro Santi ed eroi.

[599.] Rinaldo, Reginaldo, o Arnoldo di Castiglione, è celebre fra i Latini così per la sua vita, come la sua morte, le cui circostanze vengono chiaramente raccontate da Boadino e da Abulfeda. Joinville nella storia di san Luigi (p. 70) racconta un'usanza di Saladino, cioè di non commettere mai a morte un prigioniero, al quale avesse offerto pane e sale. Alcuni fra i compagni di Arnoldo caddero trucidati, e può dirsi sagrificati nella valle della Mecca, ubi sacrificia mactantur (Abulfeda pag. 32).

[600.] Vertot che ne ha offerto un racconto ben fatto della caduta del regno e della città di Gerusalemme (Histoire des chevaliers de Malte, t. I, l. II, p. 226-278) a tal proposito ha aggiunte due lettere originali di un Templario.

[601.] Renaudot, Hist. patr. Alex. p. 345.

[602.] Il teologo risponde, che i peccati dei Crociati, già descritti dall'Autore, tolsero loro l'aiuto di Gesù Cristo, e cagionarono la loro intera rovina, estesa sopra alcuni milioni d'uomini, malgrado i meriti dell'impresa. (Nota di N. N.).

[603.] Il culto delle Immagini bene considerato non è idolatria. (Nota di N. N.)

[604.] In quanto riguarda la conquista di Gerusalemme, Boadino (p. 67-76) e Abulfeda (p. 40-43) sono le nostre autorità maomettane. Fra gli storici Cristiani, Bernardo il Tesoriere (c. 151-157) è il più abbondante di particolarità, ed il più autentico. V. anche Mattia Paris (p. 120-124).

[605.] Intorno agli assedj di Acri e di Tiro ampie nozioni possono ottenersi da Bernardo il Tesoriere (De acquisit. Terrae Sanctae, c. 167-179), dall'Autore della Hist. Hieros. (p. 1150-1172), dal Bongars e d'Abulfeda (pag. 43-60), e da Boadino (p. 75-179).