[13.] L'opera i Concilj (ediz. di Venezia) contiene tutti gli atti de' Sinodi e la storia di Fozio. I compendj del Dupin e del Fleury lasciano leggermente conoscere, ove stesse la ragione, ove il torto.
[14.] Il Sinodo tenutosi a Costantinopoli nell'anno 869, ottavo fra i Concilj generali, è l'ultima Assemblea dell'Oriente che dalla Chiesa romana siasi riconosciuta. Questa non ammette i Sinodi di Costantinopoli degli anni 867 e 879 non men copiosi e romorosi degli altri, ma che si mostrarono favorevoli a Fozio.
[15.] V. questo anatema nell'opera I Concilj (tom. XI, p. 1457-1460).
[16.] Lo scisma s'accrebbe non solamente per le ardite intraprese dei Papi, ma anche per quelle de' Patriarchi Greci; la passione irritava, e trasportava tanto una parte, che l'altra. (Nota di N. N.)
[17.] Anna Comnena (Alexiad., l. I, p. 31-33) dipinge l'orrore che concetto aveano, non solamente la Chiesa greca, ma anche la Corte, contro Gregorio VII, i Papi, e la Comunione Romana. Più veemente ancor lo stile di Cinnamo o di Niceta dimostrasi. Ciò nullameno quanto comparisse mansueta e moderata a petto di quella de' Teologi, la voce degli Storici!
[18.] Lo Storico anonimo di Barbarossa (De expedit. Asiat. Fred. I, in Canisii Lection. antiq. t. III. part. II, p. 511, ediz. di Basnage) cita i Sermoni del Patriarca greco: Quomodo Graecis injunxerat in remissionem peccatorum Peregrinos occidere et delere de terra. Taginone osserva (in Scriptores Freher, t. I, pag. 409, ediz. di Struv.) Graeci haereticos nos appellant: clerici et monachi dictis et factis persequuntur. Noi possiamo aggiugnere la dichiarazione dell'Imperatore Baldovino quindici anni dopo: Haec est (gens) quae Latinos omnes non hominum nomine, sed canum dignabatur, quorum sanguinem effundere pene inter merita reputabant. (Gesta Innocent. III. cap. 92, in Muratori, Script. rerum Italicar. t. III: part. I, p. 536). Può esservi in tutto ciò qualche esagerazione; ma non quindi contribuì con minore efficacia alla azione e alla reazione dell'odio che era reale.
[19.] V. Anna Comnena (Alex. l. VI, pag. 161-162) e un passo singolare di Niceta sopra Manuele, l. V, cap. IX, che intorno ai Veneziani osserva che κατα σμηνη και φρατριας την Κωνσταντινου πολιν της οικειας ηλλαξαντο ec., a sciami e per famiglie abbandonarono la patria per Costantinopoli.
[20.] Ducange, Fam. Byzant. p. 186, 187.
[21.] Nicetas, in Manuele l. VII, cap. 2, Regnante enim (Manuele) .... apud eum tantum Latinus populus repererat gratiam, ut neglectis Graeculis suis tanquam viris mollibus, effoeminatis.... solis Latinis grandia committeret negotia..... erga eos profusa liberalitate abundabat..... ex omni orbe ad eum tanquam ad benefactorem nobiles et ignobiles concurrebant (Guglielmo di Tiro XXII, c. 10).
[22.] Ben si sarebbero confermati ne' loro sospetti i Greci, se avessero vedute le lettere politiche che Manuele scriveva al papa Alessandro III, nemico del suo nemico Federico I, manifestandogli desiderio di unire i Greci e i Latini in un sol gregge sotto i pastori medesimi (V. Fleury, Hist. ecclés. t. XV, p. 187, 213-243).