[143.] Acropolita, c. 17, racconta la persecuzione del Legato, e la tolleranza usata da Enrico (come egli la chiama) κλυδωνα κατεστορεσε, sedò la procella.
[144.] V. il regno di Enrico in Ducange (Hist. di C. P. l. I, c. 35-41, l. XI, c. 1-12) che sapeva dalle lettere dei Papi trar grande profitto per la sua Storia. Le Beau (Hist. du Bas-Empire, t. 21, p. 120-122), ha trovate, forse nel Doutremens, alcune leggi di Enrico sul servigio de' feudi e sulle prerogative imperiali.
[145.] Acropolita (cap. 14) afferma che Pietro Courtenai morì di ferro (εργον μαχαιραε γενεσθαι) stravagante frase che corrisponde all'italiana, divenne fattura della spada; ma le oscure espressioni di questo scrittore danno a credere che prima di una tal morte ei fosse stato prigioniero, ως παντας αρδκν δεσματας ποιησαι συν πασι σαευεσι furon fatti tutti prigionieri con tutte le navi. La Cronaca di Auxerre, paese posto ne' dintorni di Courtenai, assegna per epoca a questa morte l'anno 1219.
[146.] V. quanto si riferisce al regno e alla morte di Pietro di Courtenai nel Ducange (Hist. di C. P. l. II, c. 22-28 ), che fa deboli sforzi per iscusare Onorio III circa l'indifferenza mostrata sull'infelice destino dell'Imperatore.
[147.] Marino Sanuto (Secreta fidelium crucis, l. II, part. IV, c. 18, p. 73) trova sì ammirabile questa scena d'orrore, che la trascrive in margine, siccome bonum exemplum. Nondimeno egli riconosce la donzella per moglie legittima di Roberto.
[148.] V. il regno di Roberto nel Ducange (Hist. di Costantinopoli l. III, c. 1-12).
[149.] Rex igitur Franciae, deliberatione habita respondit nuntiis, se daturum hominem Syriae partibus aptum; in armis probum (prode), in bellis securum, in agendis providum. Johannem comitem Brennensem (Sanut., Secret. fidel., l. III, part. XI, c. 4, p. 205, Mattia Paris, p. 159).
[150.] Il Giannone (Istoria civile, t. II, l. XVI, p. 380-385) parla lungamente intorno al maritaggio di Federico II colla figlia di Giovanni di Brienne, e la doppia unione delle corone di Napoli o di Gerusalemme.
[151.] V. Acropolita, c. 27. Lo storico, allor fanciullo, ebbe in Costantinopoli la sua educazione. Aveva undici anni, quando il padre del medesimo per sottrarsi al giogo dei Latini abbandonò ricchi possedimenti, riparando alla Corte di Nicea, ove il figlio di lui ai primi onori venne innalzato.
[152.] Filippo Mousches vescovo di Tournai (A. D. 1274-1282) ha composto una spezie di poema, in antico dialetto fiammingo, o piuttosto una cronaca in versi degl'Imperatori di Costantinopoli; e il Ducange in fine alla storia di Villehardouin, (V. p. 224), le imprese di Giovanni di Brienne.