[5.] Stando all'originale e sincero racconto di Siropulo (pag. 312-351), lo scisma de' Greci si manifestò la prima volta che ufiziarono a Venezia, e venne confermato dall'opposizione generale del Clero e del popolo di Costantinopoli.
[6.] Quanto allo scisma di Costantinopoli, V. Franza (l. II, c. 17), Laonico Calcocondila (l. VI, p. 155-156) e Duca (c. 31). L'ultimo di questi si esprime con franchezza e libertà. Fra i moderni meritano distinzione il Continuatore del Fleury (t. XXII, p. 238-401, 402 ec.), e lo Spondano (A. D. 1440, n. 30) Ma quando si parla di Roma e di religione, il retto sentire di quest'ultimo annega entro un mare di pregiudizj e di pretensioni.
[7.] Isidoro era Metropolitano di Chiovia, ma i Greci, sudditi della Polonia, hanno trasportata questa residenza dalle rovine di Chiovia a Lemberg o Leopold (Herbestein, in Ramusio, t. II, p. 127); d'altra parte i Russi si posero sotto la dependenza spirituale dell'Arcivescovo, divenuto, dopo il 1588, Patriarca di Mosca. Levesque, (Hist. de Russie, tom. III, p. 188-190), compilazione d'un manoscritto di Torino, Iter et labores archiepiscopi Arsenii.
[8.] Il singolare racconto del Levesque (Storia di Russia, t. II, p. 242-247) è tolto dagli archivj del Patriarcato. Gli avvenimenti di Ferrara e di Firenze vi sono descritti con altrettanta imparzialità ed ignoranza. Ma si può credere ai Russi intorno a quanto riguarda i lor pregiudizj.
[9.] Il Cammanismo, ossia l'antica religione de' Cammari, o Ginosofisti, è stata respinta ai deserti del Nord dalla religione più popolare dei Bramini dell'India; e una Setta di filosofi che andavano affatto ignudi, si vide costretta ad avvilupparsi in pellicce. Coll'andar del tempo tralignarono in una Setta di astrologhi o ciarlatani. I Morvan, o Tsceremissi della Russia europea, professarono questa religione formata sul modello terrestre di un Re, o di un Dio, de' suoi Ministri, o Angeli, e degli spiriti ribelli, che al governo di questo superiore si oppongono. Poichè queste tribù del Volga non ammettono le immagini, poteano a miglior diritto rinversar sui Latini il nome d'idolatri, che ad essi davano i Missionarj. (Levesque, Storia dei popoli sottomessi alla dominazione de' Russi, t. I, p. 194-237, 423-460).
[10.] Spondano (Annal. eccles., t. II, A. D. 1451, n. 13). L'epistola de' Greci colla traduzione latina trovasi tuttavia nella Biblioteca del Collegio di Praga.
[11.] V. Cantemiro, Storia dell'Impero Ottomano, pag. 94. Scrivendo Murad o Morad, sarei forse più corretto, ma ho preferito il nome generalmente conosciuto a questa esattezza scrupolosa, nè molto sicura, quando è d'uopo convertire in lettere romane i caratteri orientali.
[12.] Le leggi e la loro osservanza sono certamente un benefizio a tutti comune. La libertà poi, se non è regolata da prescrizioni governative, facilmente diviene turbolenta e piena di gravi mali. (Nota di N. N.)
[13.] V. Calcocondila (l. VII, p. 186, 188), Duca (c. 33) e Marino Barlezio nella Vita di Scanderbeg (pag. 145-146). La buona fede mostrata da Amurat verso la guernigione di Sfetigrado fu un esempio ed una lezione al figlio di lui Maometto.
[14.] Il Voltaire (Essai sur l'Histoire générale, cap. 89, p. 283, 284) ammira il filosofo turco. Avrebbe egli fatto lo stesso elogio ad un Principe cristiano che si fosse ritirato in un Monastero? Il Voltaire alla sua usanza era intollerante e bacchettone.